«C’era una volta…
— Un re! — diranno subito i miei piccoli lettori.
No, ragazzi, avete sbagliato. C’era una volta un pezzo di legno».

Questo è l’inizio di una delle favole più famose. Si, è quella a cui avete pensato: Pinocchio, di Carlo Lorenzini detto Collodi. Oggi sembra tornata prepotentemente di moda, dico sembra perché, in realtà, sono di moda le sue interpretazioni più o meno riuscite, cinematografiche e musicali. Ma la favola è soprattutto parola detta o scritta, parola libera da ogni vincolo formale, libera di evocare le immagini più fantastiche ed inverosimili, più bizzarre e surreali. Sarebbe bello se a esser di moda, oggi, fosse il libro Pinocchio, invece che sue fiacche trasposizioni.

Comunque, non è di Pinocchio che voglio parlare, ma di un’altra favola. È sempre un libro della Biblioteca Comunale di Verbicaro e il parlarne è un invito a leggerlo. Diamo un’occhiata al titolo: C’era due volte il barone Lamberto. Come, c’era due volte? Ve l’ho detto prima, la favola è parola libera, racconto fuori dagli schemi. Si, C’era due volte il barone Lamberto. E già il titolo è sufficiente ad incuriosire. Perché c’era due volte? Leggete la favola e lo saprete. L’autore è Gianni Rodari (1920-1980), cioè una garanzia di qualità, se mi passate l’espressione. A lui si deve un rinnovamento della letteratura destinata ai ragazzi, caratterizzata da un’intelligente comicità. Egli ha sostituito le tradizionali favole a sfondo magico con personaggi e situazioni contemporanei e surreali.

La storia del barone Lamberto è un racconto all’incontrario, come un fiume che tornasse alla sorgente invece di correre verso il mare. I personaggi sono ben definiti, le informazioni su di essi non mancano, eppure, come in ogni favola che si rispetti, il lettore può immaginarne un’esistenza diversa, del tutto autonoma dallo sviluppo narrativo. Nessun elemento è lasciato al caso, tutto rientra nell’economia del racconto, con estrema precisione, com’è tipico di Rodari. E da ogni elemento, da ogni parola potrebbe trarre spunto una nuova favola, come in un gioco di matriosche che continua all’infinito.

Il procedere della storia all’incontrario e gli spazi di autonomia immaginativa lasciati al lettore racchiudono il succo del racconto, se proprio il succo, manzonianamente, vogliamo spremerne. Lo indica lo stesso Rodari nell’Epilogo: «Sempre pensare con la propria testa». Questo perché la realtà non deve essere necessariamente e in ogni caso così come appare e un fiume, a volte e a tratti, può anche non procedere verso il mare, ma nel senso opposto. Quando si riesce ad invertire la corrente, la favola diventa vita o la vita favola, scegliete voi.

Ma al succo delle favole io preferisco quello delle arance o dei limoni. Delle favole mi piace, invece, l’uso libero e giocoso che in esse si fa della parola. La storia di Lamberto sembra essere del tutto autonoma dal suo autore. È come se la parola avesse usato Rodari come una penna, uno strumento e basta. È bello lasciarsi guidare dalle parole, seguirne gli spunti, gli ammiccamenti, liberamente e senza timori. Perché, di essa, della parola, come scrive Gianni Rodari, non bisogna mai spaventarsi. Così, quando il fiume corre verso il mare e non si riesce ad invertirne il corso, almeno si segue la corrente con maggiore consapevolezza. Buona lettura.

Pubblicato nel 2002 sul periodico del Comune di Verbicaro.

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1 commento

  1. After two years of mourning her lost hunabsd Sarah Woodward is finally ready to step back into life and take control. To do this she is making a break from her, her sons, and her late hunabsds old home in Atlanta and moving to the vacation home in the small town of Hailey, Colorado. Where she plans to run the ranch and though her two sons are not happy about the move she hopes they will eventually come around.On her first day there she meets A.J. Dodge, who was asked, as a favor from his friend to go check on her and make sure she got off on the right foot.A Colorado Senator needs the land she is on if he is to hold up his end of the deal with a land developer; he thought it would be easy for the widow to see she couldn’t deal with a ranch and two kids but with Dodge getting in his way he just might have to convince her to sell some other way I really enjoyed this novel a one-day read for me. It was pretty fast paced and kept my attention pretty much from the first page also the attraction between Dodge and Sarah was palpable from the first moment they met and very interesting to see play out.Especially with the hints of danger we have underling most of the novel.The only thing I didn’t really like about the novel was that around the ending when the action is about to go down it seems kind of drawn out. It does add to the suspense a little but other than that I think I might have liked it more if it had just played out. Other than that though and that might not even be something everyone feels should be so I really liked the novel and I look forward to picking up more from this author.I would recommend this book to anyone who is looking for a good one-day read with a little suspense and romance.*I received an Ebook copy of this book for free to review from the author.

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