Quando scrivo certe cose vorrei essere smentito dai fatti. Invece…
Nei giorni scorsi ho indicato nel viceministro Martone quella parte di italiani e di classe dirigente soavemente noncurante della realtà che rappresenta e governa. Ieri, il prof. Mario Monti in persona ha confermato la mia affermazione, con la bocconiana autorevolezza che gli è propria. Ha detto in televisione che i giovani italiani devono abituarsi a cambiare lavoro, anche perché «che monotonia un posto fisso per tutta la vita!».1

Appena evasi gli impegni internazionali, Super Mario è subito volato in aiuto del viceministro Martone, acuto conoscitore della sfiga, facendo notare ai giovani che fare un unico lavoro per tutta la vita sarebbe una noia infinita.

Sconcerto.

Il prof. Monti, non contento della Presidenza del Consiglio, ambisce ora al Nobel dell’economia. Conta di riceverlo rivelando al mondo che i giovani italiani, in realtà, non sono disoccupati, ma avvinghiati allo stesso lavoro per tutta la vita. Noiosamente. Il mondo aspettava questa scoperta e l’aspettavano i giovani, che finora non si erano accorti di rimanere legati allo stesso lavoro. I maligni dicono che non se ne sono accorti perché troppi di loro un primo lavoro non l’hanno mai avuto. Invece, la distrazione e l’avvinghiamento sarebbero dovuti alla noia, che notoriamente obnubila la mente. Super Mario lo sa bene e ha finalmente rimosso l’ostacolo. Mica era stato chiamato alla poltrona di premier solo per aumentare la benzina e le sigarette, reintrodurre l’ICI sulla prima casa e ossequiare costantemente il suo predecessore e il fido Gianni Letta!

Piazza Colonna (roma.andreapollett.com)Così il lavoro giovanile non sarebbe più una questione, se non fosse che i soliti maligni ingrati hanno avanzato una inquietante ipotesi: un virus tremendo si annida tra Piazza Colonna e Palazzo Chigi. Non si conosce bene il ceppo del microscopico killer, ma si è certi che attacchi il cervello e induca a dire frasi dissennate. Un esame più attento dell’area infetta porterebbe a escludere la piazza, perché altrimenti migliaia di individui dovrebbero esserne vittime. Una parte di maligni, però, sostiene addirittura che il virus abbia proliferato da anni pure nella attigua Piazza Montecitorio e nell’omonimo palazzo. Insomma, una pandemia.

Il sintomo a cui i maligni esperti di biologia politica stanno dedicando la loro attenzione è la virulenza con cui la pandemia si è manifestata negli ultimi inquilini di Palazzo Chigi. A scuotere colture e microscopi sono state proprio le parole dette da Super Mario ieri sera. Quoque tu, Marie! A questo punto è conclamato che la Presidenza del Consiglio italiana è gravemente infetta.

Il famigerato virus della stoltezza sarebbe noto all’umanità da secoli. Secondo alcuni è lo stesso che infettò il prode Orlando e di cui ha scritto Ludovico Ariosto. Infatti, nell’equipe di studiosi del fenomeno, tutti rigorosamente maligni e destabilizzatori, lavorano da stanotte anche astronomi, impegnati in osservazioni lunari di ricerca del senno di Super Mario. Le loro prime dichiarazioni, stamattina, sono state rassicuranti. Pensano di rintracciare presto il senno bocconiano del professore, perché naturalmente smisurato, quindi più evidente, anche se sulla luna. Già nel primo pomeriggio, però, gli entusiasmi si sono raffreddati e non solo per la morsa di gelo che attanaglia l’Italia. Pare che sulla luna ci sia parecchio senno bocconiano. Vuol dire che saranno necessarie analisi ulteriori. La soluzione si allontana nel tempo.

Intanto si prepara la fase due, quella successiva alle osservazioni lunari. È iniziata la ricerca del prode Astolfo, ovvero di chi dovrà andare sulla luna a recuperare il senno di Monti, quando gli astronomi lo avranno individuato. Qualcuno ha subito proposto il viceministro Michel Martone. Chi meglio di lui? In realtà, anche per lui si cerca un Astolfo, quindi non può esserlo a sua volta. E allora il ministro Passera: ha diretto Posteitaliane, conosce bene l’assenza più totale di senno ed è allenato a cercarlo. Si è pensato anche al ministro Profumo, ma lui è come l’edera, potrebbe decidere di restare sulla luna. Che a limite… Ma non riporterebbe sulla terra il senno del prof. Monti.

Per essere certi di avere comunque l’Astolfo, un banditore di Stato, su incarico personale di Giorgio Napolitano, ha urlato la ricerca in Piazza del Quirinale. La risposta è stata una sonora pernacchia, udita fin giù a Fontana di Trevi e via Nazionale. Lo stesso presidente della Repubblica pare ne sia stato sconvolto. L’autore è ignoto, ma bene informati attribuiscono l’emissione all’anima di Petrolini, che usa prendersi certe licenze, con la classe e la sobrietà che è solo dei grandi.

 

1 Mario Monti: «I giovani devono abituarsi all’idea che non avranno un posto fisso per tutta la vita. Del resto, diciamo la verità, che monotonia un posto fisso per tutta la vita! È più bello cambiare, avere delle sfide, purché siano in condizioni accettabili», 1 febbraio 2012.

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1 commento

  1. E’ più facile andare da un mendicante e dirgli: “Ciao, sono un copywriter, prima di spiegarti meglio a cosa serve il mio lavoro, vorrei proporti un paio di slogan per acchiappare più soldi. Mi dai il 30% del ricavato? Accetti la sfida?” Se sì, oppure, parliamone di fronte a un tavernello: “Per il resto, mi vedi vestito bene, ma in realtà sono precario e, poiché preferisco farti fare soldi a te che al mio capo, penso che dovremmo metterci in società. Che ne pensi? Il nostro ufficio sarà il MacDonalds, io seduto al tavolo a scrivere di fronte a un BigMac e tu fuori che proponi le copy. Tante volte arrivasse da te un tizio che dice di essere un direttore creativo e che è interessato ai tuoi slogan, digli che in Italia la creatività è finita e che vuoi soltanto fare qualche soldo. Allora sì che se ne andrà.” Mr. Becks

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