L’Istituto Cattaneo di Bologna ha pubblicato ieri alcune analisi sui risultati del voto amministrativo del 6 e 7 maggio. Si tratta di elaborazioni sui dati dei 24 comuni capoluogo,1 che indicano le differenze di consenso avuto da ciascun soggetto politico presente nella contesa rispetto alle elezioni regionali del 2010.

Comunali 2012 nei 24 capoluoghi
Pd 222.000 39%
Pdl 147.000 26%
Sel e Fds 66.000 12%
Udc 54.000 9%
Lega 41.000 7%
Idv 40.000 7%

Dall’analisi generale «emerge che sia il centro-sinistra sia il centro destra perdono molti consensi. Tuttavia il centro-destra ha subito una contrazione maggiore».

«Nelle 24 città analizzate il centro-sinistra ha perso circa 40.000 voti rispetto alle regionali del 2010, pari al 7 per cento dei propri voti del 2010. Tuttavia esistono forti differenze territoriali». Al Nord perde circa un quinto dei voti; in Emilia-Romagna, Toscana e Marche (indicate dall’Istituto Cattaneo come Zona rossa) le perdite sono minori e nella media nazionale; nel Centro-Sud cresce di 20mila voti.

In calo anche i partiti della coalizione, in particolare e sensibilmente l’Italia dei Valori, che ha perso oltre la metà dei propri elettori.

Pd -29% -91.000
Idv -58% -55.000
Sel e Fds -16% -12.000

«Rispetto alle regionali del 2010, il centro-destra registra un forte calo su tutto il territorio. Le perdite riguardano soprattutto la Zona rossa (46.000 voti in meno) ed il Nord (123.000 voti in meno). Rispettivamente, -58 e -41 per cento».

Il forte calo riguarda anche i singoli partiti della coalizione, che nel 2010 comprendeva anche l’Udc, oggi Terzo polo.

Pdl -54% -176.000
Lega -67% -86.000
Udc -7% -4.000

«Uno dei temi su cui maggiormente si è concentrata l’attenzione degli attori politici e degli osservatori alla vigilia delle elezioni era il risultato del Movimento 5 Stelle, di cui si attendeva un notevole aumento. I risultati hanno ampiamente confermato questa aspettativa».

Movimento 5 Stelle (beppegrillo.it)Il movimento di Beppe Grillo ha presentato liste in 101 comuni sui 941 in cui si è votato, ottenendo «quasi 200.000 voti, che rappresentano poco meno del 9% dei voti validi (per la precisione, l’8,74%)». Si tratta di un risultato di assoluto rilievo, che però l’Istituto Cattaneo invita a considerare con cautela, data la partecipazione parziale alle elezioni, ovvero solo in alcuni comuni.

Rispetto alle regionali del 2010, «ad Alessandria, per fare l’esempio più eclatante, i voti del Movimento si sono quasi quadruplicati, passando da 1.248 nel 2010 a 4.687 nel 2012. A Verona i voti sono quasi triplicati, a Parma, a Monza, a Cuneo e a Belluno sono più che raddoppiati».

«Un dato che merita di essere evidenziato è quello relativo alle profonde differenze di forza elettorale del Movimento 5 Stelle tra Nord e Sud». Infatti, «al Nord ha ottenuto un risultato medio pari al 10,75%, nella Zona rossa il risultato medio è pari al 12,7% mentre al Sud il risultato medio si ferma al 3,6%».

L’analisi delle notevoli differenze di risultato dei grillini tra Nord e Sud è condotta con valutazioni sociali e culturali più profonde e generali, non prive di implicazioni. Secondo l’Istituto Cattaneo «la differenza può essere ricondotta a caratteri storici del voto italiano, ovvero alla maggior incidenza del “voto d’opinione” nelle regioni del Centro-Nord e alla maggior incidenza del “voto di scambio” in quelle del Sud».

Il dato di maggiore rilievo delle amministrative 2012 è l’astensionismo.2 «Nel complesso, gli elettori si sono allontanati dalle urne soprattutto nelle regioni settentrionali, al punto da determinare un’inversione del tradizionale divario partecipativo che penalizza solitamente le regioni meridionali. A livello nazionale si regista un calo marcato della percentuale di votanti, che passa dal 73,7% del 2007 al 66,9% del 2012. La diminuzione di quasi 7 punti percentuali costituisce un dato inconfutabile di crescita della disaffezione. Circa un terzo dell’elettorato ha rinunciato a recarsi alle urne».

«Il calo della partecipazione al Nord si può presumibilmente spiegare con il collasso del Pdl e della Lega nelle aree di tradizionale radicamento».

 

1 Alessandria, Asti, Cuneo, Como, Monza, Verona, Belluno, Gorizia, Genova, La Spezia; Parma, Piacenza, Lucca, Pistoia; Frosinone, Rieti, L’Aquila, Isernia, Brindisi, Lecce, Taranto, Trani, Agrigento, Trapani. Si è votato anche a Catanzaro e Palermo, ma alla pubblicazione delle analisi dell’Istituto Cattaneo (8 maggio 2012) i dati non erano ancora disponibili.
2 Cosa loro, 7 maggio 2012

 

Istituto Cattaneo, Analisi delle Comunali 2012 – Coalizioni e partiti
Istituto Cattaneo, Analisi delle Comunali 2012 – Movimento 5 Stelle
Istituto Cattaneo, Analisi delle Comunali 2012 – Astensionismo

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2 commenti

  1. Questa ondata culturale ha tutta l’aria di essere quella del cambiamento, chi la taccia di antipolitica o voto anticonformista sta interpretando veramente male questo stato di cose. Presto arriverà una coscienza più matura del fenomeno e probabilmente sarà troppo tardi per i partiti tradizionali per riprendere la scena politica. Meglio così!

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