Il 9 dicembre 2011 a Firenze, il Forum La via d’uscita. Europa e Italia, crisi economica e democrazia ha lanciato una versione preliminare di un appello per un’altra Europa che oggi, in forma definitiva, raccoglie adesioni in vista del Forum Un’altra strada per l’Europa, del 28 giugno prossimo, presso il Parlamento Europeo a Bruxelles. La data è la stessa dell’inizio del Consiglio europeo da cui si attendono finalmente decisioni concrete verso il superamento della crisi.

L’appello è stato firmato da varie personalità europeee, tra cui Rossana Rossanda, Zygmunt Bauman, Paul Ginsborg, Wolfgang Sachs. Esso indica le cause della crisi europea e propone sei obiettivi fondamentali per recuperare il progetto originario dell’Europa dei popoli, oggi in pericolo.

«L’Europa è in crisi perché è stata sequestrata dal neoliberismo e dalla finanza. Negli ultimi vent’anni il significato dell’Europa — con un persistente deficit democratico — si è sempre più ridotto a una visione ristretta del mercato unico e della moneta unica, portando a liberalizzazioni e bolle speculative, perdita di diritti ed esplodere delle disuguaglianze. Questa non è l’Europa che era stata immaginata decenni fa come uno spazio di integrazione economica e politica, libera dalla guerra. Questa non è l’Europa che era stata costruita attraverso gli avanzamenti economici e sociali, l’estensione della democrazia, dei diritti e del welfare».1

L’altra strada per l’Europa è in sei obiettivi:

- ridimensionare la finanza
– integrare le politiche economiche
– aumentare l’occupazione, tutelare il lavoro, ridurre le disuguaglianze
– proteggere l’ambiente
– praticare la democrazia
– fare la pace e difendere i diritti umani

L’appello raccoglie ed esprime i fermenti che attraversano la società europea ormai da anni, le rivendicazioni, i dibattiti e le richieste di azione comune.

«In questi decenni i cittadini europei sono stati protagonisti di movimenti sociali e pratiche di democrazia partecipativa e deliberativa — dai Forum sociali europei alle proteste degli indignados. Queste esperienze hanno bisogno di una risposta istituzionale. Occorre superare il divario tra i cambiamenti sociali di oggi e gli assetti istituzionali e politici che sono fermi a un’epoca passata».

Nike di Samotracia (meseoomero.it)Una nuova Europa preme alle porte di istituzioni vecchie perché immobili nell’affermazione e nell’attuazione di idee e modelli superati. Far crescere tale consapevolezza e raccogliersi intorno a essa deve essere impegno di tutti. Ancora oggi, dopo decenni dalla nascita delle prime forme di assetto comunitario continentale, l’Europa unita dei popoli e della cultura continua a essere il progetto per il quale vale impegnarsi. Per non lasciare che l’egemonia dell’economia e della finanza corroda ogni cosa.

Mi piace, infine, rilevare una piccola coincidenza, senza volerle attribuire nessun significato più o meno metaforico. Mentre le sorti dell’Europa sono sempre più le sorti del popolo greco, vittima stremata della speculazione finanziaria e dell’austerità rampante, stasera si gioca a Danzica la semifinale dell’europeo di calcio Germania-Grecia. Voglio credere, fino in fondo, che ogni risultato sia possibile. Che gli ellenici, schiacciati dal pronostico, possano infine librarsi sulle ali lievi e gaie della vittoria. To Peiratiko…

 

1 Il testo integrale dell’appello in «anotherroadforeurope.org»

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