Si dice l’ironia della storia. Per dire che il tempo sa essere beffardo. Anche quello breve. In tal caso, pensandoci, la beffa è maggiore. Perché la fallacia di uno sguardo corto, subito evidente, colpisce più dell’incapacità di uno sguardo lungo, che richiede memoria e non di rado analisi.

Un mese fa il prof. Mario Monti esprimeva il desiderio di sospendere il calcio italiano per due o tre anni,1 in seguito all’ennesimo coinvolgimento di calciatori nelle scommesse, legali e non. Domani, dopo la vittoria della nazionale italiana nella semifinale del campionato europeo contro la Germania, lo stesso professore presidente del consiglio dei ministri sarà nello stadio di Kiev per la finale Spagna-Italia.

Tra l’espressione del desiderio di un mese fa e la finale di domani ci sono stati Germania-Italia, giovedì sera, e l’atteso Consiglio europeo di giovedì e venerdì, il 28 e 29 giugno.

Mario Monti (lettera43.it)Politici e giornalisti hanno presentato il vertice di Bruxelles come una possibile ultima spiaggia di Monti e del suo governo. Un incontro con la cancelliera Merkel, forse con tempi supplementari e rigori, ma sempre a eliminazione diretta. Dopo, con lo stesso clamore e identica similitudine, hanno indicato l’esito del Consiglio europeo: Monti ha vinto, Angela Merkel è sconfitta. Insomma, il professore si è trovato la nazionale di calcio italiana, effettivamente vincente contro la Germania, come fulcro su cui giornali e televisioni hanno potuto far leva per esaltare i risultati da lui ottenuti nei due giorni di lavoro a Bruxelles.

C’era scetticismo alla vigilia del Consiglio europeo sui risultati che avrebbe prodotto. Il timore era che sarebbe passato come gli altri degli ultimi anni, senza decidere sostanzialmente nulla. La vulnerabilità dell’euro sarebbe rimasta, anzi si sarebbe aggravata, l’economia europea non avrebbe ricevuto il sostegno necessario per tornare a crescere. Uniche certezze, ancora una volta, sarebbero stati il rigore e l’austerità.

Sorpresa. Concluso il vertice, l’esito è sembrato essere opposto a quello temuto. Il prof. Monti ha imposto alla Merkel lo scudo anti-spread, è stata avviata l’attesa unione bancaria. Il problema è che in politica e in economia i risultati non sono evidenti come nel calcio. I due gol di Mario Balotelli alla Germania sono splendidamente reali, potrebbero non esserlo l’esito del Consiglio europeo e la vittoria del prof. Monti.

Le opinioni di due economisti confermano il dubbio. Non esistono solo i tecnici del governo. Secondo Angelo Baglioni, professore di Economia politica all’Università Cattolica di Milano, lo scudo anti-spread «non comporta nessun sostanziale passo avanti, essendo già tutto previsto nello Statuto dello Esm [Meccanismo europeo di stabilità, ex fondo salva stati]: l’Italia quindi porta a casa ben poco».2 Di parere analogo, e parafrasando Woody Allen, il prof. Emiliano Brancaccio, dell’Università del Sannio: «A Bruxelles c’è stata una rissa… ma per fortuna Mario ha dato a uno una botta col mento sul pugno e all’altro una nasata sul ginocchio».3

Cui prodest? Al di là dei contenuti specifici, il vertice di Bruxelles ha prodotto altri e più concreti risultati? Si. In Italia ha consolidato il governo del prof. Monti e riproposto sensibilmente la sua figura come autorevole guida di un governo politico di ampia coalizione — anti Movimento 5 Stelle — per la prossima legislatura. Come dire, dai vincitori di oggi, presunti o reali, sui campi di calcio e sui tavoli delle trattative, a quelli elettorali possibili di domani.

Comunque lo si guardi, l’esito del Consiglio europeo, nella migliore delle ipotesi, è un bicchiere mezzo pieno. O mezzo vuoto. Cosa fa indicare una metà piuttosto che l’altra? La politica — ben altro che tecnici! —, altrimenti detta punto di vista o interesse di parte. Le cui vie paludate, in genere svelate dal tempo, accade che incrocino le linee plebee di un campo di calcio. Si dice l’ironia della storia…

 

1 Monti, stop campionato per 2-3 anni, in «ANSA.it», 29 maggio 2012
2 A. Baglioni, Anti-spread: più fumo che arrosto, in «Lavoce.info», 29 giugno 2012
2 E. Brancaccio, A Bruxelles c’è stata una rissa…, in «emilianobrancaccio.it», 30 giugno 2012

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