Penso di aver scritto sulle primarie del centrosinistra più di quanto finora su altri temi specifici. Il perché è nel Frontespizio di secolnovo.it, ovvero nella ragione stessa per cui ho creato il sito: seguire e indicare il nuovo. Le primarie sono state un esempio di confronto serrato sul nuovo, di possibilità concreta per il Pd e per l’Italia di voltare pagina. Come sappiamo, l’esito è stato la vittoria del vecchio, a conferma che il nuovo ha bisogno di essere sostenuto, appunto e comunque, perché inizia il suo cammino sempre come minoranza bistratta. Qualcuno che abbia la vocazione a essere minoranza deve pur esserci, non solo per amor di verità, ma perché altrimenti nuove maggioranze non si formerebbero mai. Come ha detto Renzi, è una questione di entusiasmo, di tempo e di libertà. Cosucce.

Insomma, i frutti delle primarie e quindi della vittoria di Bersani matureranno tra qualche mese, a primavera — la stagione è adatta. Intanto, propongo alcuni spunti che ho tratto dagli articoli sul tema letti oggi. In alcuni casi li ho fatti seguire da un mio commento.

Luca Telese, «Pubblico»
Dopo le primarie bisogna ricostruire il cetrosinistra. Fatta la cornice meravigliosa, bisogna fare il quadro.

Non è così. Le primarie hanno indicato un quadro completo, non solo una cornice. Bersani è stato indicato come portatore di contenuti, ora non può essere limitato a essere solo un contenitore. Le primarie non hanno indicato solo il candidato premier, ma una idea precisa di Pd e di centrosinistra. Chi ha vinto e chi lo ha sostenuto devono assumersene la responsabilità.

Il Pd deve reclutare 200 facce nuove per candidarle alle politiche.

È credibile che questo lo faccia Bersani? Può Bersani attuare il progetto di Renzi? Quale è stato, allora, il senso della sfida delle primarie? Se i nuovi li cerca Bersani, dopo essersi opposto così duramente a Renzi, non è piuttosto cooptazione che rinnovamento?

Mario Sechi, «Il Tempo»
«La soluzione al ricambio della classe dirigente arriverà grazie all’intreccio della crisi politica con quella economica. Corrono parallele e si stanno saldando. Presto saranno una cosa sola. E allora Berlusconi e Bersani appariranno per quello che sono di fronte alle sfide del presente: vecchi e inadeguati. Bersani ha in mente un modello superato dalla storia, Berlusconi ripropone se stesso e basta.
È proprio quel che non ci vuole per governare gli italiani».

Massimo Giannini, «la Repubblica»
«Secondo l’ultimo sondaggio di Roberto D’Alimonte pubblicato sul Sole 24 Ore alla vigilia del primo turno, una coalizione di centrosinistra guidata dal segretario del Pd vincerebbe le elezioni con il 35% dei voti, mentre se la stessa fosse guidata da Renzi (ipotesi a questo punto irrealizzabile) otterrebbe il 44%».

In bocca al lupo, Bersani…

Giuliano Ferrara, «Il Foglio»
«È una vittoria, comunque siano andate le cose, avere sfidato l’ira funesta e le trame e le autodifese di un blocco conservatore ad alto tasso ideologico. È una vittoria aver fondato finalmente come cosa democraticamente contendibile, che supera e tradizioni socialista e democristiana, un partito che ancora non avevamo conosciuto, non carismatico e non piombato nelle abitudini organizzativistiche, un partito di società aperta in cui si riconoscono i diversi, eguali nelle opportunità ma non negli esiti».

Federico Geremicca, «La Stampa»
«La rotta da seguire, in fondo, gliel’ha indicata proprio Romano Prodi, commentando il suo risultato: “Il futuro di Renzi è essere un’alternativa”. Ha 37 anni, molto credito e qualche idea brillante. Il voto di ieri, in fondo, più che una bocciatura sembra un rinvio a settembre… Se non farà errori, il suo tempo inesorabilmente arriverà».

Penso che Renzi lo sappia bene. Infatti, le tre parole a cui ha affidato il futuro proprio e del suo movimento sono state: entusiasmo, tempo, libertà. Renzi è giovane, quindi ha tempo ed entusiasmo, ma sembra essere anche libero, condizione rara nella politica italiana. Lui ha creduto e crede in ciò che ha fatto e saprà che il seme buono porta sempre frutti. Non gli resta che mettersi sul lung’Arno e aspettare la prossima primavera…

Questi, per me, come dicevo, gli spunti più interessanti degli articoli che ho letto sulle primarie. La palma delle righe migliori, però, la dò infine, senza dubbio, a Ferruccio Sansa.

Ferruccio Sansa, «il Fatto Quotidiano»
«Una di quelle biondone che a vent’anni possono farti girare la testa. Questo pare il centrosinistra oggi, leggendo le sviolinate dei giornali. Ma poi, se le osservi da vicino, hanno i baffi. Anzi, i baffetti».

stampa

Potrebbero interessarti anche questi articoli

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

 caratteri disponibili

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>