Monia Marchionni, Senza titoloNon si può guardare il sole, perché se ne rimarrebbe accecati. Si può guardarne la luce, la sua emanazione. Anch’essa non direttamente, ma nel riflesso dei colori. Una vallata policroma, in autunno o in primavera. Il mare grosso e brumoso d’inverno. Talvolta, in modo più diafano, un arcobaleno.

Spesso armonia è sinonimo di simmetria. Perché? Due occhi, due orecchie, due narici, due braccia, due gambe, due lobi del cervello… Destra e sinistra. L’essere umano è simmetrico quindi non può che aver fatto di questo suo carattere precipuo una parte dell’idea di armonia. Quando si dice l’uomo misura delle cose. Antropomorfismo.

Armonia è anche equilibrio o sequenza. La presenza simultanea e non esclusiva di elementi diversi. Oppure la ripetizione monotona, il ritorno, la costanza. C’è un’opera, un’imprimitura di gesso su tavola di una giovane artista, Monia Marchionni, che esprime bene l’idea: forme circolari, riproposte prospetticamente lungo una linea retta, fino a perdersi nel bianco della materia significante.

È riflesso di qualcosa l’armonia, a parte la simmetria umana?

L’essenzialità eloquente dell’arte è un culmine estetico superato solo dai numeri. Nient’altro che quantità, concetti puri, a mostrare che c’è un’alternativa al nulla oppure che c’è il nulla oltre ogni cosa quantificabile.

I numeri primi, la sequenza di Fibonacci, la data di oggi.

Perché bastano tre 12 in fila per attirare l’attenzione? E far pensare che oggi sia speciale? Così come è stato per tre 11, tre 10, tre 9 e così via. Ogni oggi è diverso da ieri e da domani, quale sarebbe la particolarità del 12 dicembre 2012? La sequenza di tre cifre uguali.

La kabbalah ha creduto di esprime l’ineffabile e inesprimibile divino anche attraverso i numeri. Una mistica matematica fatta per placare l’ansia di conoscenza di ciò che è inconoscibile. Senza profanarlo, tuttavia, perché i numeri sono significanti che esprimono riflessi, senza pretendere minimamente di violare la sostanza. Come i colori la luce e il sole.

12/12/12. Perché l’oltre dovrebbe essere nel ritorno e nella costanza? Gli approdi più remoti della conoscenza non sono slot machine che premiano quando si allineano tre disegni uguali. Il fascino della sequenza è piuttosto la premonizione dell’attracco, lo stato finale dopo aver trovato. Il graal ideale per i cavalieri di ogni tempo.

La sequenza è un vivido colore dell’ansia di cercare.

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