Venerdì scorso, 14 dicembre, Massimo D’Alema ha dichiarato al «Corriere della Sera» che sarebbe «moralmente discutibile» la candidatura del prof. Monti alle imminenti elezioni politiche come leader dei moderati.1 Ripeto: «moralmente discutibile». La ragione è che Monti si schiererebbe contro chi lo sostiene, il Pd. Come se il Pd sia l’unica forza politica a sostenerlo e sostenendolo abbia accumulato un credito che ora pretende di riscuotere. Come se il Pd, sostenendo il governo dei tecnici, abbia fatto a Mario Monti un favore personale. Non era un servizio all’Italia?

Nelle parole sprezzanti di D’Alema c’è la situazione politica italiana, a due mesi dal voto per l’elezione del nuovo Parlamento. Il Pd è indicato dai sondaggi come partito di maggioranza relativa, Bersani è pronto ad assumere la carica di premier; il centro di Casini, Fini, Montezemolo e Riccardi cerca di organizzarsi. Il Pdl è prossimo a una scissione: i berlusconiani restano, i montiani vanno via, verso il centro di cui sopra. Il Partito Popolare Europeo ha spinto il prof. Monti a continuare la sua azione, come leader di quel centro.2 Il Pd vede in Monti così schierato un ostacolo al premierato di Bersani.

BERSANI, ZERO POSSIBILITA' PER MONTI-BIS

Stamattina Eugenio Scalfari su «la Repubblica» ha scritto il manifesto ideologico, anzi il catechismo della sinistra di D’Alema. La richiesta pressante del Ppe rivolta a Monti di candidarsi è una tentazione satanica, il professore non deve cedere. Solo così lui potrà essere santo. E Bersani premier. Questo è il bene dell’Italia, altre possibilità sono il male. «”Unicuique suum” e “Non praevalebunt” diretto agli anti-europeisti e quindi anti-italiani».3

Sul sito del quotidiano ho commentato così l’editoriale di Scalfari:

Quindi perché andare a votare? Le elezioni politiche del 2013 devono solo legittimare una decisione già presa: deve vincere il Pd e il premier deve essere Bersani. Punto. Il popolo italiano non può e non deve avere alternative: Monti non deve essere candidato, i moderati devono fare da contorno, il M5S è populismo e basta. Chi non si allinea è anti-europeista e anti-italiano.

D’Alema ha sentenziato «moralmente discutibile» la candidatura di Monti — addirittura! —, Scalfari ne fornisce le motivazioni. Una nuova forma di stato etico è pronta. Chi non è d’accordo è Lucifero. Il laico Scalfari non disdegna materia religiosa per affermare la sua volontà.

E se anti-italiani fossero proprio D’Alema e Scalfari? Se anti-italiana fosse la volontà di potenza di una sinistra assolutista, che pretende più potere di quanto non ne abbia? Non devono esserci voci dissonanti, nessuna. La normalizzazione deve essere attuata su tutto il territorio nazionale: a ciascuno il suo. La democrazia non prevarrà.

Lo stesso Scalfari un mese fa scriveva: «la soluzione più appropriata sarebbe che [Monti] fosse chiamato da un centrosinistra vittorioso, alleato con i liberali moderati. Se si vuole puntare seriamente sull’equità, la produttività, il lavoro, lo sviluppo e soprattutto sull’Europa, il centrosinistra ha bisogno di Monti e Monti del centrosinistra».4 Insomma, Bersani dovrebbe cedere la poltrona di premier a Monti.5

Non succederà. Anche perché stamattina, ancora su «la Repubblica», è spuntata l’ipotesi di una staffetta Monti-Bersani per la guida del governo.6 Torna la soluzione di trent’anni fa, quella di Craxi e De Mita. In Italia il futuro ha sempre un tanfo di muffa. Il solo utilizzo ipotetico del termine ‘staffetta’ tra progressisti e moderati afferma il fallimento del Pd come nuovo soggetto politico, come centrosinistra autorevole e maggioritario, ovvero come casa comune di ex-comunisti e cattolici democratici. Cosa distingue un Monti-bis di larghe intese dalla staffetta Monti-Bersani se non la mai distratta attenzione degli ex-comunisti e dei centristi al proprio «particulare»? Vuol dire che il Monti-bis è di certo più onesto.

Non basta votare per dire di essere in democrazia, è necessario poter scegliere alternative reali, garantiti da regole che non favoriscano nessuno e da una informazione obiettiva. Le elezioni politiche serviranno a ratificare decisioni già prese. D’Alema, Scalfari e compagni si stanno impegnando perché così sia.

 

1 R. Zuccolini intervista M. D’Alema, «Il premier contro chi lo sostiene? Sarebbe moralmente discutibile», in «Corriere della Sera.it», 14 dicembre 2012
2 Ppe: Martens, Monti continui, in «ANSA.it», 13 dicembre 2012
3 E. Scalfari, Speriamo che il premier non cada in tentazione, in «la Repubblica.it», 16 dicembre 2012
4 E. Scalfari, Brinderanno a Carnevale Formigoni e Polverini, in «la Repubblica.it», 18 novembre 2012
5 F. Damato, Scalfari gela Bersani: lasci la guida a Monti, in «Il Tempo.it», 19 novembre 2012
6 G. De Marchis, Monti non vuole strappi e cerca un’intesa con il Pd, in «la Repubblica.it», 16 dicembre 2012

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