Mario Monti (agenda-monti.it)La conferenza stampa di fine anno del prof. Monti e il suo contributo Un’agenda per un impegno comune credo siano il tentativo più autorevole e quindi più concreto di andare oltre la politica italiana attuale. Che significa: oltre la politica italiana degli ultimi vent’anni. Per un sito come secolnovo.it, che osserva e indica soprattutto il nuovo possibile, si tratta di un fatto di assoluto rilievo.

Ci sono due proposte di innovazione per gli italiani, a due mesi dalle elezioni parlamentari: il Movimento 5 Stelle e l’impegno comune di Mario Monti. Tutto il resto è vecchio. Lo è più o meno nella forma, di certo nei contenuti. Ed è svilito, soprattutto, per mancanza di autorevolezza, ovvero per mancanza di corrispondenza tra le parole di oggi e le azioni di ieri.

Può sembrare paradossale che la contrapposizione attuale sia tra Grillo e Monti, invece, riflettendo, non lo è affatto. Hanno un tratto in comune i due, per altro totalmente divergenti: il dialogo con i cittadini. Non è poco. Anzi, oggi è tutto. Nessun altro della classe dirigente, tranne rare e meno visibili eccezioni, parla agli italiani con le stesse chances di essere ascoltato. Questo rende entrambi alternative autentiche.

Parlare avendo la possibilità concreta di essere ascoltati e di avere seguito vuol dire poter riuscire a ottenere consensi nella metà di elettori italiani che dichiara nei sondaggi di non votare o di non sapere per chi votare. Lì, in quella parte di cittadini è la possibilità del nuovo nell’Italia di oggi e quindi un futuro che non sia la solita ribollita. Lì si gioca la partita vera. Solo il Movimento 5 Stelle poteva farlo finora. Lo ha fatto Matteo Renzi nella campagna per le primarie del centrosinistra, ma è stato sconfitto dall’apparato del vecchio PCI — la reazionaria conservazione. Ora può farlo anche Mario Monti.

L’invito del professore, «erga omnes», rivolto a politici e cittadini, è unirsi intorno a un programma di riforme specifico e attuale, per l’Italia e l’Europa. Mi ricorda l’appello ai «liberi e forti» di Sturzo, in un altro punto di svolta della storia italiana, quasi cent’anni fa. Idee chiare, parole schiette, anche se il tg3, Fabio Fazio e D’Alema dicono di non aver capito. Proprio perché, al contrario, hanno capito benissimo che si tratta di un’alternativa reale alle idee e alla prassi della sinistra sprezzante, salottiera e assistenzialista.

Il progetto è scardinare la gattopardesca contrapposizione tra i due poli della politica italiana degli ultimi vent’anni, il centrodestra e il centrosinistra. In altre parole, superare le appartenenze opportuniste e gli schieramenti tradizionali; il berlusconismo, ma soprattutto l’antiberlusconismo. Superare il berlusconismo non solo mettendo da parte Silvio Berlusconi, ma proponendo agli italiani un’alternativa seria alla sinistra più o meno ex-comunista. Quindi, superare l’antiberlusconismo, tante volte di facciata, che ha sempre più i tratti della restaurazione e della conservazione. L’estremismo della sinistra odierna è conservare idee e programmi del passato. Progressisti al contrario.

Prima citavo Renzi. Ora credo sia di fronte a una scelta fondamentale: restare minoranza schernita del Pd o accogliere l’invito del professore. Lo ha già fatto Pietro Ichino, renziano, appunto.1

La parola passa agli italiani, durante la campagna elettorale e poi nei fatidici 24 e 25 febbraio 2013, i giorni del voto. Stavolta le alternative ci sono, in barba ai conservatorismi più o meno radical chic. È necessità assoluta scegliere.

Buon Natale.

 

1 Ichino: pronto a candidarmi nella lista Monti, in «Il Sole 24 Ore.it», 23 dicembre 2012; Primarie Pd, Ichino rinuncia alla candidatura, in «Corriere della Sera.it», 22 dicembre 2012

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