Il Movimento 5 Stelle è il primo gruppo politico nella nuova camera dei deputati, quindi il primo soggetto politico in Italia. Le elezioni di domenica e lunedì hanno decretato questo. Pd e Pdl perdono milioni di voti rispetto alle politiche del 2008 e sono al secondo e terzo posto. Bersani ha perso politicamente, mostrando urbi et orbi la sua vittoria alle primarie contro Renzi come un errore fatale. Monti ha il 10%, tutti gli altri sono fuori.

Un tale risultato storico è rappresentato generalmente come le istituzioni nazionali sotto l’attacco di ignoti cittadini più o meno esaltati, trascinati dal populista demagogo Beppe Grillo. Hanno una loro utilità anche queste opinioni, perché identificano chi le esprime. Si dice anche che ci sia una gran confusione, in realtà la situazione è chiara come poche altre volte: il M5S è un discriminante efficace, quindi una innovazione autentica.

Schede elettorali (ultimaora.net)Il successo del Movimento è un punto di svolta per l’Italia e l’Europa. L’Italia che vota le 5 Stelle non è allo sbando, ma cerca e trova la forma attualmente migliore per esprimere delusione e rabbia, ma anche idee, speranza, attese. Mentre in altri Paesi europei o nei partiti italiani si discute accademicamente di politica via Internet, il M5S la politica online l’ha fatta, l’ha resa una prassi attuale, una realtà. Con tutti i limiti che può avere un inizio, ma anche con il coraggio di chi si è spinto oltre le parole. In questo, ancora una volta nella sua storia, la sgualdrappata Italia di oggi sta facendo scuola. L’Italia sta cambiando pacificamente, cerca di affrontare i suoi difetti e le sue contraddizioni, sta facendo politica come poche altre volte, ma non certo per merito dei partiti tradizionali o delle istituzioni nazionali. La risata fragorosa e impertinente di milioni di italiani sta mostrando la squallida nudità di partiti e istituzioni.

La sinistra deve cambiare radicalmente. Senza girarci troppo intorno, il voto dice che le ideologie della falce e martello, paleo-vetero-post, si sono esaurite. È finita. Basta. Oggi i deboli della società non sono più quelli di ieri, quindi non si può essere dalla loro parte come lo si faceva nel Novecento. I sindacati non tutelano più gli ultimi, ma difendono privilegi. In Italia il lavoro è un privilegio, bisogna ricordarselo quando se ne discute. Per costruire una nuova società è necessario mettere in discussione tutto, ma proprio tutto. I rapporti di forza che la rivoluzione di oggi vuole cambiare non sono quelli del passato. Dunque, le idee, la prassi, i programmi devono essere adeguati alla realtà presente.

La prima rivoluzione, perché rivoluzione ci sia, è contro la vecchia idea di rivoluzione. Sembra un giro di parole e invece è il centro della questione. Onore a uomini come Marco Pannella, che lo dicono da quarant’anni.

Mi fermo sulla sinistra perché da essa, nonostante tutto, può ancora arrivare qualcosa di buono. Dico sinistra per farmi capire, utilizzo un’etichetta del passato e ne sono consapevole. Vada per l’etichetta allora, per il contenitore, ma il contenuto deve essere nuovo. Il contenuto nuovo oggi è nel Movimento 5 Stelle. Sorrido leggendo e ascoltando i commentatori descriverlo come un oggetto misterioso o peggio come un corpo estraneo o una malattia. I 5 Stelle sono gli esclusi di oggi, i giovani senza futuro, i quarantenni laureati, qualificati e disoccupati come me. Dov’è il mistero, dove l’estraneità, dove il virus? Tanti di noi non hanno accettato il sistema-regime delle relazioni e delle raccomandazioni e non sono entrati nel novero dei privilegiati e per questo sarebbero sfigati. Sfigato è chi si abbandona al conformismo. Oggi conformista e grigia è la sinistra culturale italiana, prima e peggio di quella politica, che altrimenti neanche esisterebbe. Un albero si riconosce dai frutti: cosa ha prodotto negli ultimi vent’anni la sinistra italiana? A parte definire le trasmissioni di Fabio Fazio «la pagina culturale del Paese». E poi gli sfigati saremmo noi.

L’Italia sta cambiando. È cambiata. Negli ultimi vent’anni, mentre la politica tradizionale discuteva e spartiva soldi e potere, un pezzo considerevole di società cambiava. Perché l’esito delle elezioni politiche 2013 dovrebbe essere un’anomalia o una sorpresa? Perché non un passo avanti, un ulteriore passo avanti verso la nuova Italia che sarà. Basta con la stupidità dell’immobilismo che vede solo ciò che ha sotto il naso, solo gli schemi ammuffiti del passato. Una stupidità interessata a garantire la cosa pubblica nelle solite mani di sempre.

Ed è solo l’inizio. Non dimentichino i 5 Stelle eletti che ogni voto ricevuto è un impegno condizionato al rispetto delle attese di milioni di italiani, che gli alibi disonorevoli della governabilità, del senso di responsabilità e della ragion di stato vogliono spazzare via.

stampa

Potrebbero interessarti anche questi articoli

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

 caratteri disponibili

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>