Nel mese trascorso dalla rinuncia di Benedetto XVI al pontificato, annunciata in concistoro l’11 febbraio scorso, la discussione che ne è mossa si è occupata soprattutto del rapporto tra Chiesa e modernità.

Cardinali in conclave (Reuters in dailymail.co.uk)I due termini della questione sono spesso pensati e quindi presentati come negazione l’uno dell’altro. La Chiesa è antitesi della modernità, che quindi è altro rispetto alla Chiesa. Da questo punto di vista, una occasione come la rinuncia al pontificato, atto straordinario, un cui precedente risale a tanti secoli fa, si presta a essere intesa come la porta privilegiata attraverso cui la modernità, in questo caso sinonimo di nuova vitalità, può entrare finalmente nella Chiesa.

Si tratta, tuttavia, di un punto di vista parziale, perché tende a riservare scarsa considerazione alla natura della ekklésía cattolica, il cui fondamento è la fede in Cristo.

Chiesa è, da duemila anni, la tradizione del Verbo fatto carne, ovvero la testimonianza della Parola divina diventata prassi esemplare. Chiesa è, quindi, prassi essa stessa, legata di epoca in epoca a quella Parola.

Modernità, invece, è il presente, l’odierno, l’espressione della cultura dell’oggi, per ciò stesso libera dalla tradizione, quando non addirittura in contrasto con essa. Moderna è anche l’epoca della storia europea successiva al medioevo, il cui carattere specifico è l’uomo misura delle cose e artefice del proprio destino; laico, nel senso di libero e indipendente dalla prassi religiosa.

Esiste un punto di incontro tra Chiesa e modernità? È la modernità la nuova vitalità della Chiesa?

Stamattina in Vaticano, nella basilica di San Pietro, i cardinali hanno concelebrato la Missa pro eligendo Romano Pontifice, primo atto solenne del conclave, ultimo pubblico prima che i porporati elettori siano chiusi cum clave nella cappella Sistina per votare.

Missa pro eligendo (Reuters in dailymail.co.uk)La Messa pro eligendo fornisce indicazioni sulla figura di pontefice delineata nelle congregazioni che precedono il conclave. La concelebrazione è stata presieduta dal cardinale Angelo Sodano, decano del Sacro Collegio, già Segretario di Stato di Giovanni Paolo II. Nell’omelia, citando Benedetto XVI, Sodano ha ricordato «che massima opera di carità è l’evangelizzazione, ossia il ‘servizio della Parola’» e che «l’evangelizzazione è la più alta e integrale promozione della persona umana».1 È la traccia lasciata per il nuovo papa: carità, evangelizzazione, umanesimo cristiano.

Il tema centrale della Messa è stata la misericordia di Dio, che nei cristiani deve farsi amore vicendevole e unità della Chiesa. «Misericordias Domini in aeternum cantabo» (Sal 88); «come io vi ho amato, così amatevi anche voi gli uni gli altri» (Gv 13, 34). Si tratta di una visione diversa da quella espressa dalla Messa pro eligendo nel 2005, allora presieduta dal cardinale Joseph Ratzinger, poi eletto papa. La Chiesa di otto anni fa doveva prepararsi ad affrontare la «dittatura del relativismo»2 e la «sporcizia»3 al suo interno, secondo le parole dello stesso Ratzinger alla Via Crucis del venerdì santo di quel anno. Oggi la Chiesa deve ritrovare l’unità nell’affermazione pratica del Vangelo.

Il papa evocato stamattina da Sodano è un pastore che vive la carità nell’annuncio di Cristo al mondo. Al vigore richiesto da Benedetto XVI, si aggiunge il carisma e un certo tempo a disposizione, perché la testimonianza dell’evangelizzazione possa attuarsi con continuità.

La risposta dei cardinali all’attesa di modernità-nuova vitalità per la Chiesa è il Vangelo. Un solenne atto di fede. Vuol dire che la vitalità della Chiesa, antica e sempre nuova, non è la cultura dell’oggi, ma il Verbo fatto carne, la Parola divina diventata prassi esemplare. Ciò non esclude che tra Chiesa e modernità vi sia un incontro, tutt’altro; chiarisce piuttosto come esso possa attuarsi: non è la modernità a dover entrare nella Chiesa, ma il Vangelo di Cristo nel presente, nell’odierno degli uomini. Come accade da duemila anni, di epoca in epoca, soprattutto nelle stagioni di rinnovamento. Che per la Chiesa è sempre un ritorno alle origini: «se uno è in Cristo, è una creatura nuova; le cose vecchie sono passate, ecco ne sono nate di nuove» (2 Cor 5, 17).

Il valore della fede cristiana e quindi della Chiesa è nella qualità dei credenti piuttosto che nella quantità. La quantità non è un valore cristiano.

Nel pomeriggio i centoquindici cardinali elettori sono andati in processione nella cappella Sistina. Alle 17.31 è stato pronunciato l’«extra omnes», cioè il «tutti fuori» rivolto a chi non deve partecipare all’elezione del papa. Alle 19.41 c’è stata la prima fumata, nera, segno che la votazione iniziale è servita, com’è naturale, a valutare gli schieramenti del Sacro Collegio.

Vatican Cardinals TagleTanti sono i papabili, ma è pur vero il detto popolare: «chi entra nel conclave sicuro del papato, ne esce cardinal come v’è entrato». Diversi sono i talenti richiesti, a seconda dei punti di vista: pro curia o per una riforma della curia; pastore o teologo o diplomatico, oppure le due o tre cose insieme; accentratore o per un governo collegiale; figura di continuità o di innovazione. I vaticanisti indicano come favorito il cardinale Angelo Scola, arcivescovo di Milano, prediletto da Benedetto XVI, ma sgradito alla curia romana del cardinal Tarcisio Bertone. Gli si dovrebbe opporre il brasiliano Odilo Pedro Scherer, poco popolare in patria, ma gradito ai curiali. Ci sono gli statunitensi Timothy Michael Dolan, risoluto arcivescovo di New York, e Sean Patrick O’Malley, cappuccino, arcivescovo di Boston, entrambi impegnati contro la pedofilia. Oppure il canadese Marc Ouellet, nordamericano, ma non statunitense, pastore, ma con esperienza nella curia romana.

Stamattina, però, il cardinale Sodano ha parlato di spiritualità e di evangelizzazione non di equilibri diplomatici o di contrapposizioni, come fece Ratzinger nel 2005. Penso significhi che il papa sarà scelto perché apra una nuova stagione della Chiesa, che si purifichi dai suoi peccati, che cerchi le forme odierne migliori di espressione della fede, ma che sappia infondere Cristo nel mondo, testimoniarlo nella modernità.

Luis Antonio Tagle, giovane e amato cardinale filippino, arcivescovo di Manila, potrà essere per questo il nuovo vescovo di Roma, successore dell’apostolo Pietro, vicario di Cristo,4 pontefice della Chiesa cattolica.

 

2 A. Sodano, Omelia della Missa pro eligendo Romano Pontifice, Basilica di San Pietro, 12 marzo 2013
2 J. Ratzinger, Omelia della Missa pro eligendo Romano Pontifice, Basilica di San Pietro, 18 aprile 2005
«Avere una fede chiara, secondo il Credo della Chiesa, viene spesso etichettato come fondamentalismo. Mentre il relativismo, cioè il lasciarsi portare “qua e là da qualsiasi vento di dottrina”, appare come l’unico atteggiamento all’altezza dei tempi odierni. Si va costituendo una dittatura del relativismo che non riconosce nulla come definitivo e che lascia come ultima misura solo il proprio io e le sue voglie».

3 J. Ratzinger, Via Crucis, IX Stazione, Gesù cade per la terza volta, Roma, 25 marzo 2005

4 «15Disse loro: “Voi chi dite che io sia?”. 16Rispose Simon Pietro: “Tu sei il Cristo, il Figlio del Dio vivente”. 17E Gesù: “Beato te, Simone figlio di Giona, perché né la carne né il sangue te l’hanno rivelato, ma il Padre mio che sta nei cieli. 18E io ti dico: Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa. 19A te darò le chiavi del regno dei cieli, e tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli”» (Mt 16, 15-19).
«Gesù disse a Simon Pietro: “Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro?”. Gli rispose: “Certo, Signore, tu lo sai che ti amo”. Gli disse: “Pasci i miei agnelli”» (Gv 21,15).

stampa

Potrebbero interessarti anche questi articoli

Lascia un Commento

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

*

 caratteri disponibili

È possibile utilizzare questi tag ed attributi XHTML: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <strike> <strong>