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C’è chi studia una lingua per fini pratici, come la ricerca di un lavoro all’estero, la realizzazione di una storia d’amore internazionale o semplicemente un viaggio in terre esotiche. C’è chi studia le lingue perché funzionano come porta d’ingresso principale per le rispettive letterature e culture in cui ci si vuole immergere. Ci sono quelli che guardano alla moltitudine delle lingue come manifestazione della facoltà umana del linguaggio, che è una sola per l’intera specie. Tutti questi, siano essi glottofili, o interpreti, o linguisti, sarebbero d’accordo nel dire che la lingua, come veicolo, o sistema, o modello computazionale, o facoltà neuronale, esiste se ne esistono (o sono esistiti) dei parlanti.

Questo significa che l’evoluzione e la distribuzione delle lingue condividono tanti e fondamentali passaggi con l’evoluzione e la distribuzione dei gruppi umani. Con un minimo sforzo di astrazione, si può dire che la storia e la diffusione di una lingua, nella sua propagazione attraverso il tempo e lo spazio, coincide con la storia e la diffusione della rispettiva comunità dei parlanti. Potrebbe sembrare una corrispondenza banale, ma se solo si pensa per quante diverse etnie l’inglese è la prima lingua, il problema si pone. Se poi si considerano le lingue scomparse nei secoli, dei cui parlanti tuttavia possono essere sopravvissuti i geni, la questione diventa tanto affascinante quanto fondamentale.

David Smith, World Languages (polylinguistix.com)

Significativamente, l’ipotesi di una congruenza fra lingue ed etnie era già stata pensata da Darwin,1 il quale supponeva che se si avesse a disposizione una perfetta genealogia del genere umano, la classificazione delle etnie fornirebbe la migliore delle classificazioni genealogiche delle lingue contemporanee.

I genetisti (in particolare da Cavalli-Sforza a Barbujani), nei decenni passati, hanno provato a dare seguito a questa idea, confrontando la classificazione di tratti genetici, quali i gruppi sanguigni ad esempio, e le più grandi famiglie linguistiche odierne, raggiungendo risultati affascinanti ma contraddittori e, in generale, non condivisi dai linguisti.

Questi ultimi, dal canto loro, pur ponendosi virtualmente un tale problema, non l’avevano ancora affrontato sperimentalmente, fino a quando, pochi anni fa, un nuovissimo metodo di comparazione linguistica (Parametric Comparison Method, PCM, Longobardi e Guardiano 20092) è stato inaugurato: la sua novità sta nel mirare ad una affidabilità probabilistica ed ad un’applicabilità universale, cioè a tutte le lingue umane esistenti o esistite. Il PCM si fonda sulle scoperte teoriche della linguistica contemporanea: la variazione fra le lingue o fra diversi stadi di una stessa lingua può essere ridotta alla differenza delle interazioni fra proprietà sintattiche che sono assunte come discrete e universali (parametri) e che quindi assomigliano molto ai tratti genetici.

Che siano tratti sintattici ad essere confrontati è nient’affatto arbitrario. A partire dagli anni ’60 del secolo scorso e grazie a Chomsky, la sintassi è assunta da tanti linguisti come il cuore del linguaggio: l’ordine delle parole e le relazioni fra queste sono la caratteristica unica del linguaggio umano.

I risultati sulla tassonomia delle lingue che derivano da questo metodo possono essere raffrontati a quelli della classificazione dei tipi di DNA dei gruppi umani corrispondenti.

Oggi esiste un progetto di ricerca teso a svelare le relazioni fra gruppi genetici e gruppi di lingue: è guidato da un linguista italiano, Giuseppe Longobardi,3 e coinvolge genetisti, antropologi e un gruppo internazionale di giovani ricercatori.

Di sogni da realizzare è fatta anche (soprattutto?) la ricerca scientifica. Il sogno irrealizzato di Darwin è una domanda consegnata ai posteri sulla verità del cammino dell’uomo.

‘Sogno’, così, diventa sinonimo di ‘sfida’. E questa sfida è già un progetto reale in atto.

 

1 Charles Darwin, 1957. The Origin of Species.
2 Giuseppe Longobardi, Cristina Guardiano, 2009. Evidence for Syntax as a Signal of Historical Relatedness. In «Lingua», vol. 119,11, pp. 1679-1706.
3 Festival dell scienza, Genova, 2012: Barbujani, Longobardi, Pettener

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