Amiens, BM, ms0006, f074, Bible (enluminures.culture.fr)Un altro anno è trascorso per secolnovo.it, il secondo. Il tempo è la dimensione del maturare quindi oggi penso sia più chiaro qual è il proposito del sito: annotare il nostro tempo, osservandolo e conoscendolo nel confronto con la storia e le vicende culturali e artistiche della società. Aggiungo la politica come chiave di lettura del presente, ma quando essa è depurata dai residui della cronaca. La politica deve essere ricondotta alle sue reali proporzioni e ai dati oggettivi di una collettività, deve essere ripulita dal cicaleggio quotidiano perché sia un indicatore credibile della società.

Questo era l’intento iniziale, già tra le righe se non nelle righe del Frontespizio. Notarlo oggi, però, dopo due anni di vita del sito, come esito piuttosto che come proposito, ha il significato del frutto che indica l’albero. Almeno fino a un eventuale innesto.

Nel corso del suo secondo anno secolnovo.it è stato visitato da 2.226 persone, più del doppio rispetto al primo anno. Le visite sono state 3.199, quindi il 43,7% dei visitatori è tornato sul sito. La percentuale è di poco più alta dell’anno scorso e quindi rappresenta una conferma. La rilevazione dei dati è di Google Analytics. Dunque, i lettori sono cresciuti e questa tendenza spinge a continuare. Inoltre, con i visitatori unici è cresciuta anche l’attenzione di ciascuno di essi al sito, considerato che il tempo medio di permanenza su una pagina è salito da 1 minuto e 57 a 2 minuti e 38, che per il web è tanto, forse il dato più significativo.

In questo anno ho aggiunto una pagina al sito, Studi e ricerche. In essa ho inserito le versioni pdf di alcune pubblicazioni scientifiche, frutto del mio mestiere di storico. È stato solo un modo per avviarla. La pagina, infatti, come del resto tutto il sito, è aperta a pubblicazioni analoghe di altri autori, in modo da farne una raccolta organica di testi che facciano leggere il presente alla luce di conoscenze specifiche e approfondite, non solo storiche.

La sfida formale di secolnovo.it è il testo, la parola scritta, mentre tutto intorno, in rete ma anche fuori, imperversa l’immagine, ormai non tanto fotografica, ma dei video. A oggi, considerati i numeri del sito e la tendenza che essi esprimono, la sfida sembra essere sostenibile, se non vincente.

secolnovo.itIn questo caso, però, sfida non ha il senso del contrasto tra parola scritta e video, sarebbe sciocco. Piuttosto è la consapevolezza che il testo ha una sua longevità che dubito possa essere compromessa dall’immagine filmata. Longevità frutto di qualità specifiche. Due esempi. Cosa è più noto degli antichi egizi? Di certo le piramidi, la sfinge, le statue e i bassorilievi, ovvero visioni sensazionali. Ma la conoscenza complessiva di quel popolo e di quella civiltà ha richiesto la capacità di lettura dei loro testi. Erano per pochi, ma contengono la sensibilità di tutti. Il testo scritto non genera necessariamente grandi numeri, la qual cosa, però, non è affatto indice di scarsa qualità o di scarsa capacità di azione nella società. Il fondamento della civiltà moderna e contemporanea dell’Occidente è stato il lavoro minoritario e silenzioso degli amanuensi medievali e quindi i meravigliosi codici, i testi scritti che essi hanno prodotto.

Insomma, finché si potrà scegliere, tanti si volgeranno verso vie affollate, alcuni, invece, preferiranno percorsi poco frequentati o solitari. L’umanità stessa ha prodotto le due alternative, senza lasciare che una escludesse l’altra. Vuol dire che sono utili entrambe. Non è forse nella loro alternanza la vicenda del nuovo, che prima si mostra appena, poi diventa noto e infine vecchio?

Gli articoli più letti del secondo anno di secolnovo.it sono stati:

Imposimato ha chiuso il caso Moro
Inferno
Caravaggio (tra i più letti anche l’anno scorso, quindi una traccia, volendo valutare le quantità)
Itinerari nella Calabria Nord-Occidentale
Bobbio, domande sulla democrazia.

Che la scrittura e la lettura continuino!

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