Oggi, in un’ora e dieci minuti, dalle 14:10 alle 15:20 (lungo), Matteo Renzi ha reso al senato le dichiarazioni programmatiche del suo governo, che sabato ha giurato al Quirinale. Eccole in sintesi schematica, con i miei commenti a margine.

Renzi al senato (@Corriereit)

- Esordisce citando Cigliola Cinquetti: «Non ho l’età»; L’irritualità è solo formale o è segno di una nuova sostanza?
- necessità di riforme, di innovare l’Italia; L’inizio è descrittivo: la diagnosi dei mali d’Italia. Piuttosto noti.
- edilizia scolastica, su cui investire miliardi di euro, perché in tempo di crisi al centro deve esserci l’istruzione; Mi sembra l’unica idea (bersaniana) per dare lavoro e far ripartire l’economia dall’edilizia.
- impegno di sblocco totale dei debiti della pubblica amministrazione attraverso la Cassa depositi e prestiti; Lo hanno detto altri prima di lui. Finora non ha funzionato.
- maggiore accesso al credito per le piccole e medie imprese, attraverso la Cassa depositi e prestiti; Ancora la Cassa depositi e prestiti. È il rimedio di tutti i mali italiani? Generico.
- riduzione a doppia cifra del cuneo fiscale, attraverso tagli alla spesa pubblica; Maggiore precisione era dovuta. Quali tagli? I tagli alla spesa sono la chiave della ripresa, la chiave di tutto.
- attrarre strutturalmente investimenti esteri; Vuol dire dare ascolto alle richieste degli investitori e imprenditori, non solo forestieri. Una via.
- «i governi passano, i dirigenti restano»: invece dovrebbe esserci contestualità tra la politica e i dirigenti dei ministeri, cioè quando cambia la politica dovrebbero cambiare pure i dirigenti; Guerra (sacrosanta) alla burocrazia di stato. Sarà combattuta davvero? Come?
- assoluta trasparenza della spesa pubblica, disponibile in rete fino al centesimo; Il punto è tagliare la spesa pubblica, più che metterla in rete. Topos politico, cioè luogo comune della politica di questi tempi.
- dichiarazione dei redditi precompilata inviata a casa, a partire dai pensionati; Questa sarebbe una innovazione. Si farà davvero? Solo per i pensionati? Saranno contenti i commercialisti…
- pacchetto organico di riforme della giustizia: c’è un’esigenza di regole che non siano astratte e confuse, ma che abbiano un valore nella vita reale; Senza impegno. Topos politico, cioè luogo comune della politica di questi tempi.
- riforme istituzionali: riforma del senato, riforma del titolo V, nuova legge elettorale; Altro topos? Dibattito in corso. Da oltre vent’anni.
- cittadinanza ai figli degli immigrati, dopo un ciclo scolastico; Non è chiaro se sia un impegno.
- investimenti privati nella cultura, perché la cultura salva l’export delle aziende italiane, confermando all’Italia un’immagine antica, raffinata, prestigiosa; Anche in questo caso: auspicio o impegno? Il mecenatismo è la cultura. Senza fondi l’attività culturale si ferma. Un’altra via.
- fare chiarezza sulle competenze dei diversi enti e soggetti territoriali: intervenire sugli argini di un fiume è molto difficile, perché sugli argini sono competenti comuni, province, autorità specifiche. Finale ancora sui mali d’Italia, indicati da un premier equilibrista, ma con gli occhi del sindaco. E va anche bene. Lo sguardo, però, deve essere più ampio, l’orizzonte più vasto. Il sindaco d’Italia è uno slogan, poi il premier deve fare il premier. Manca la politica estera e dell’Europa unita c’è solo una certa idea, senza i modi e le forme per attuarla. Così i sogni e le speranze diventano illusioni. Quando le elezioni anticipate?

 

Renzi ha risposto alle polemiche dei senatori del Movimento 5 Stelle, tacciandole di propaganda: «la vostra propaganda» da una parte, «la nostra politica» dall’altra. In quella parte politica sembra aver indicato i suoi antagonisti.

Onesta la conclusione: «il tempo del coraggio non esclude nessuno e non dà alibi a nessuno». Questo dopo una chiara assunzione di responsabilità: se il governo fallisce la colpa è di Matteo Renzi: «se perderemo questa sfida la colpa sarà soltanto mia».

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