Renzi alla camera (ANSA.it)Matteo Renzi, presidente del Consiglio dei ministri, è tornato oggi in parlamento per il voto di fiducia alla camera dei deputati, dopo quello di ieri al senato. Ha parlato per cinquanta minuti (ancora lungo), in replica agli interventi dei deputati e alle critiche degli osservatori. Ieri è stato generico e demagogico, oggi ha iniziato dicendo che sarebbe entrato nel merito dei punti di programma, dei modi e dei tempi, ma non l’ha fatto. Ha riproposto lo slancio ideale del senato, senza però aggiungere dettagli, senza indicare come attuare gli interventi annunciati e dove trovare i soldi. Renzi parla senza dire, al governo si rivela come il nuovo senza novità. Riporto la sintesi schematica della replica, con pochi commenti a margine, perché poche sono state le aggiunte, pochi gli approfondimenti.

 

- Le aule parlamentari danno le vertigini per ciò che rappresentano: l’unità, la storia, la democrazia di un paese;
- la politica non è il male;
- se c’è una difficoltà «sortirne da soli è avarizia, sortirne insieme è la politica» (citazione di don Lorenzo Milani);
- onorevole significa degno di onore: tornano in mente figure di parte eppure autorevoli, come quelle di Berlinguer e di Moro;
- il ricordo di un grande sindaco di Firenze, Giorgio La Pira;
- il primo viaggio all’estero sarà a Tunisi, nel cuore del Mediterraneo, che deve tornare a essere orizzonte politico dell’Italia e dell’Europa; Se fosse una sia pur rapida indicazione di politica estera (del tutto assente nelle dichiarazioni di Renzi) sarebbe davvero interessante. L’Italia è al centro del Mediterraneo, è il confine europeo con l’Africa eppure trascura questa condizione geografica, che potrebbe essere un suo punto di forza.
- «la mia generazione non ha più alibi»;
- «il mondo corre a una velocità doppia dell’Europa», «all’interno dell’Europa l’Italia ha più difficoltà degli altri», «l’Italia non cresce come il resto d’Europa»;
- è necessario cambiare profondamente il nostro paese;
- «gli imprenditori, senza i quali non ci sarebbero i lavoratori»; Una indicazione chiara di un punto da cui osservare e da cui agire: il mondo del lavoro visto dagli imprenditori. Completa l’affermazione di ieri al senato sulla necessità di attrarre strutturalmente investimenti esteri, che significa ascoltare le richieste di investitori e imprenditori. Insomma, il centro della questione non è più la tutela (eccessiva) dei lavoratori.
- «il semestre europeo è una gigantesca opportunità, non è una formalità», «noi non pensiamo che l’Europa sia il nostro nemico», «senza l’Italia non c’è l’Europa»;
- in vista del semestre di presidenza europea l’Italia deve sciogliere «i nodi strutturali»: legge elettorale, riforme istituzionali (abolizione del senato), titolo V;
- la legge elettorale e le riforme istituzionali sono legate (lo vogliono Alfano e i suoi, non lo vuole Berlusconi);
- la stabilità delle aule scolastiche è più importante della stabilità dei conti;
- dal 15 giugno al 15 settembre dovranno esserci interventi di recupero visibili negli edifici scolastici italiani; Una indicazione di tempi c’è stata. Quindi, si potrà verificare se a giugno nelle scuole italiane inizieranno i lavori.
- è necessario ridare prestigio all’insegnamento, il prestigio sociale che gli è stato sottratto negli ultimi decenni;
- destinare rimborsi elettorali alla scuola; C’è stata anche una indicazione di dove prendere i soldi per la scuola. È stata rapida, però, e poco chiara. Anche i rimborsi elettorali, come la Cassa depositi e prestiti, sembrano essere la cassaforte (panacea) dell’Italia.
- la doppia cifra di riduzione del cuneo fiscale è riferita ai miliardi e non alla percentuale; In pratica, dieci miliardi per ridurre il cuneo fiscale, cioè mettere più soldi in tasca a chi ha una uno stipendio. Pensando così di dare uno stimolo all’economia nazionale. Chiarimento atteso e dato.
- cura dimagrante per la pubblica amministrazione; Significa licenziamenti? In Italia la questione è centrale, ma non per questo è stata mai affrontata se non come argomento demagogico.
- bisogno di «educazione civica», sostituita da una «maleducazione cinica»;
- «sui diritti ci si ascolta»;
- donne ai vertici delle aziende pubbliche;
- rispettare gli accordi fatti;
- citazione di Gilbert Keith Chesterton (l’autore di padre Brown): «Il mondo non finirà per la fine delle meraviglie, ma per la fine della meraviglia»; Da Gigliola Cinguetti, citata al senato, all’autore di padre Brown, un Camilleri britannico. In tv il prete investigatore fu interpretato da Renato Rascel. La citazione della camera non è poi così lontana da quella del senato…
- l’Italia non può e non deve finire per rassegnazione.

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2 commenti

  1. «Renzi parla senza dire». Al posto di «Renzi» potremmo mettere una bella X, una sorta di variabile, equivalente al cognome di parecchi esseri umani e sicuramente a tutti gli elementi dell’insieme “Politici”, compresi quelli che vantano titoli diversi da On. e Sen.
    Questo forse perché a non dirci più nulla sono proprio le parole che non si riferiscono più ad un valore reale, ma sono indici di sensi virtuali, non riscontrabili, non verificabili, quindi vacui.
    È la maledizione dell’Occidente.

    • In termini medievali sarebbe: «nomina nuda tenemus». Perché nel medioevo si sono posti la questione della corrispondenza tra parole e realtà, facendone una filosofia. Altri dicevano: «nomina sunt consequentia rerum». Aggiungo che lo sono comunque, «consequentia rerum». La discussione è aperta.
      Non è un caso che il nuovo in letteratura sia stato tante volte restituire senso alle parole.
      La maledizione dell’Occidente è dimenticare le radici. O scendere dalle spalle dei giganti, come preferisci. Ma non è forse il segno più concreto di un «secol novo»?
      Sei una linguista, sul tema puoi scivere più di un commento.

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