STOMP (ticketmaster.co.uk)Qualche settimana fa discutevo con un mio amico chitarrista del contemporaneo in musica. Lui sta lavorando ad alcune composizioni per chitarra, in cui vuole esprimere la sua idea di contemporaneo. Cosa intendiamo per musica contemporanea e quindi cos’è contemporaneo? Dire la ‘sua’ idea presuppone che possano essercene tante, addirittura personali. Il punto d’arrivo, tuttavia, è pur sempre una definizione che sia condivisa. Me ne sono ricordato in questi giorni a Roma, al teatro Brancaccio, immerso nello spettacolo STOMP.

È sempre utile partire dal significato delle parole. Contemporaneo vuol dire dello stesso tempo, in genere del tempo presente. La musica contemporanea, quindi, dovrebbe essere quella che si scrive, si suona e si ascolta oggi. Escludo le riproposizioni di musica del passato perché, sebbene suonata oggi, essa esprime la sensibilità e il gusto di altri tempi. Tale esclusione è utile a far avanzare un primo elemento della definizione cercata: la musica come espressione e come sintesi artistica di un’epoca. Così, non basta che una musica sia scritta oggi per essere pienamente contemporanea, essa deve avere in sé i caratteri del presente.

Quando dico caratteri intendo anche aspetti tecnici. La musica è un linguaggio, con propri strumenti e proprie regole. Si possono usare strumenti e regole del passato per esprimere caratteri del presente, oppure si può esprimere il presente con strumenti nuovi o inusuali e con regole nuove o innovate. Sto parlando di forma e contenuto, che possono o non possono essere entrambi di oggi, determinando così il grado di contemporaneità di un’opera. Forma e contenuto da valutare entrambi con rigore, perché non bastano strumenti, suoni e rumori di oggi per fare il contemporaneo. Mi sembra sia chiaro, ora, che contemporaneo in musica — ma non solo — è un concetto molto ampio, che comprende i vari livelli dell’espressione artistica.

In questo discorso STOMP è assolutamente esemplare. Uno spettacolo musicale di grande successo in cui non c’è uno strumento tradizionale o moderno, non c’è una melodia, non c’è una parola detta o scritta, se non l’onomatopea fumettistica del titolo, esprime al meglio cosa possa essere musica contemporanea.

STOMP è puro ritmo urbano, come annuncia la locandina. Aggiungo travolgente, puro ritmo urbano travolgente. Gli interpreti sono straordinari. Non sono musicisti, ma fanno musica; non sono ballerini, ma ballano; non sono attori eppure recitano. Sono artisti, oltre ogni ambito specifico di competenza, il cui strumento essenziale è il proprio corpo. Li considero per questo espressioni magnifiche di un umanesimo presente, contemporaneo appunto. Capaci di eccellere in tanti campi dell’arte e per questo capaci di esprimere il proprio tempo in una sintesi efficace.

Il contesto è la città, l’ambiente urbano che propone gli oggetti più banali del quotidiano. Scope e spazzoloni, pneumatici, bidoni della spazzatura e barili metallici. Nulla di bello e di artistico a prima vista, anzi l’opposto. Ma la genialità dello spettacolo e un altro aspetto dell’umanesimo presente è proprio nell’andare oltre, nel rivelare la musicalità dove sembra non possa esserci. Non c’è bisogno di parole, non serve una scenografia che sia più di una struttura di sfondo, bastano i rumori della città. Di una scopa sbattuta a terra, del battere contro un bidone, dell’agitare in aria un tubo di gomma. Ciò che generalmente è suono fastidioso diventa ritmo, acquista un senso. Il ritmo è il senso. Va in scena un atto davvero creativo, cioè capace di dare ordine al caos. E nasce STOMP, due ore di immersione nel frastuono del presente, plasmato, ordinato in modo da farne uno spettacolo musicale. Contemporaneo, ma ormai è superfluo dirlo. Arte purissima.

Merito agli autori, Luke Cresswell e Steve McNicholas. Cresswell è anche il coreografo.

STOMP (teatrobrancaccio.it)Non ci sono parole, dicevo, né altro uso della voce, eppure c’è un dialogo costante tra artisti e pubblico, tra palcoscenico e platea. Come? Col gesto più spontaneo a cui si possa pensare: battere le mani. Un clap di invito, tanti clap di risposta: c’è un’idea, una direzione, un ordine. E parte un nuovo ritmo. Clap, clap; clap, clap. Nel men che non si dica gli spettatori partecipano all’azione teatrale con lo stesso strumento dell’artista in scena. Davvero entusiasmante. Certo, il rischio è uscire dal teatro con le mani arrossate, ma ne vale la pena.

STOMP è nato a Brighton in Gran Bretagna nel 1991 e quindi può essere considerato un classico del teatro musicale. È innovazione, è contemporaneo, ma ormai è anche un classico. Contraddizione apparente, perché classico diventa ciò che è autenticamente contemporaneo. Da Sofocle, a Dante, a Molière, a Eduardo. Quando il quotidiano — anche solo i rumori del quotidiano — è ordinato; quando al quotidiano l’uomo riesce a dare un senso e un’armonia, nasce l’arte ed è molto probabile che questa diventi un classico. Dare un senso e un’armonia o essere capaci di vedere il senso e l’armonia che già ci sono, come Michelangelo diceva di vedere nei blocchi di marmo le figure che avrebbe scolpito togliendo il superfluo. In ogni caso è l’uomo al centro, sempre. L’uomo filtro creatore, l’uomo capace di astrarre, l’uomo che pensa e ordina. L’artista. Non ci sono regole, se non per iniziare. Non ci sono tecnicismi che tengano. È l’arte.

Dicevo Sofocle e altri, ma essendo STOMP puro ritmo dovrei piuttosto citare i suoni tribali di feste e riti ancestrali. Ovvero, elementi primitivi, tra i più primitivi a cui si possa pensare. Dunque, può esserci del primitivo nel contemporaneo? Nel contemporaneo, nel nostro contemporaneo, autentico e di qualità, c’è l’uomo. L’uomo libero da orpelli, da sovrastrutture, da mode. Oggi, contemporaneo è il bisogno di ritrovarsi, nella musica come altrove. Lo smarrimento di tanto Novecento è il passato. Odierno è piuttosto ritrovare l’essenziale, ritrovare la strada. Il ritmo urbano puro e travolgente di Cresswell e McNicholas, il loro spettacolo entusiasmante del ritmo che diventa senso sono una buona indicazione.

STOMP è a Roma al teatro Brancaccio fino a domenica prossima, 14 dicembre.

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