- secolnovo.it - http://www.secolnovo.it -

«Facebook è rimbombo.» Ma va?!

Posted By Angelo Rinaldi On 9 gennaio 2016 @ 23:56 In Attualità,Idee,Web | No Comments

The spreading of misinformation online [1], La diffusione della disinformazione in rete è il titolo di uno studio pubblicato il 4 gennaio su PNAS, rivista online dell’Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti d’America. Gli autori sono italiani, ricercatori dell’IMT di Lucca, guidati da Walter Quattrociocchi. Lo studio è stato condotto attraverso «a massive quantitative analysis of Facebook» e ha mostrato come, attraverso i social media, online è favorita l’aggregazione di soggetti che la pensano allo stesso modo piuttosto che il confronto tra punti di vista diversi — «the aggregation of people around common interests, worldviews, and narratives», «l’aggregazione di individui intorno a interessi comuni, visioni del mondo, e narrazioni.»

La rete, però, diffonde una quantità notevole di disinformazione, cioè di notizie inesatte e di veri e propri falsi, che invece di produrre discussione e verifica aggregano i soggetti che la pensano allo stesso modo, proprio perché i veicoli di diffusione delle informazioni false sono i social media e perché questi omogenizzano piuttosto che stimolare senso critico e confronto. Un confronto da cui dovrebbe o potrebbe venir fuori una sintesi, cioè un nuovo punto di vista, più aperto, più completo, più vero. Al contrario, Internet, con Facebook, aggrega i simili e li polarizza e invece del senso critico genera «echo chambers», cioè «camere di eco», luoghi chiusi di ripetizione meccanica, di rimbombo, e causa così lo scontro tra fazioni.

Stando così le cose, i ricercatori dell’IMT di Lucca sostengono che analizzando omogeneità e polarizzazione si può prevedere l’entità della diffusione di notizie false, quindi di complottismi e diffamazioni. Prevederla magari per prevenirla, perché annullarla, cioè agire dopo, sembra essere del tutto inutile, proprio per l’enorme capacità di diffusione di Internet e dei social — «homogeneity and polarization are the main determinants for predicting cascades’ size», «l’omogeneità e la polarizzazione sono i principali fattori determinanti per prevedere l’entità di nuove diffusioni a cascata.»

Ci voleva uno studio pubblicato da una prestigiosa rivista scientifica degli Stati Uniti per affermare che Facebook aggrega simili e crea omogeneità piuttosto che confronto e analisi. Finora non è bastato il buon senso di una osservazione empirica critica, forse perché lo stesso buon senso e la capacità di osservare criticamente sono tra le vittime più illustri di Facebook: per quanto estrema possa sembrare, è un’implicazione dello studio stesso.

Considerata la tendenza dei social e di Facebook in particolare ad aggregare soggetti simili e a renderli omogenei, anche e soprattutto intorno a notizie inesatte o del tutto false; e considerata la possibilità di prevedere i fenomeni di diffusione a cascata della disinformazione, sarebbe il caso di riflettere su cosa può innescare una deliberata e programmata diffusione online di notizie false. La rete non è limitabile ed è difficilmente controllabile, quindi la difesa, l’unica possibile è il senso critico degli internauti, cioè quello che manca proprio a coloro che si prestano a essere aggregati e omogeneizzati dai social: ciao!

Essendo a riflettere, del tempo dovrebbe andare a un aspetto della questione Internet, social, omogeneità, polarizzazione: c’è almeno una generazione di giovani nel mondo sviluppato identificata dall’uso del web. Un uso abbondante, complesso, caratterizzante appunto. È la generazione digitale, del web, ma anche dei social, di Facebook. Quindi, lo studio dell’IMT di Lucca fa pensare, come implicazione, che sia la generazione dell’omogeneità e della polarizzazione, cioè quella a cui il senso critico farebbe difetto. Non è cosa da poco.

Ci voleva uno studio per accertare o accettare i social come luoghi di ripetizione, di omogeneità, di fazioni rissose. Luoghi chiusi che hanno drasticamente limitato la vastità del web; insenature che hanno coperto l’oceano e creano illusioni [2], come ho scritto altrove. Ci voleva uno studio per far intravedere cosa rischia una generazione e con essa la società cosiddetta sviluppata. Ci voleva uno studio, su una rivista scientifica, in inglese. Ora lo studio c’è. Trascurarlo sarebbe come avere l’acqua calda e intirizzire.

Potrebbero interessarti anche questi articoli

L'Italia del naufragio della Costa Concordia
[3]
La salvezza della Grecia
[4]
L'agenda rossa di Paolo Borsellino
[5]
Cinema del dissenso
[6]
Francesco d'Assisi
[7]
Inferno
[8]
Lettera a Matteo Renzi
[9]
stavolta sembra guerra
[10]

Article printed from secolnovo.it: http://www.secolnovo.it

URL to article: http://www.secolnovo.it/2016/01/09/imt-lucca-pnas-social-media-facebook-disinformazione/archives/3828

URLs in this post:

[1] The spreading of misinformation online: http://www.pnas.org/content/early/2016/01/02/1517441113

[2] insenature che hanno coperto l’oceano e creano illusioni: http://www.secolnovo.it/2015/10/31/cultura-subcultura-informatica-social-network-facebook/archives/3685

[3]

L'Italia del naufragio della Costa Concordia
: http://www.secolnovo.it/2012/01/20/italia-del-naufragio-della-costa-concordia/archives/204

[4]

La salvezza della Grecia
: http://www.secolnovo.it/2012/02/12/la-salvezza-della-grecia/archives/544

[5]

L'agenda rossa di Paolo Borsellino
: http://www.secolnovo.it/2012/07/19/paolo-borsellino-falcone-strage-via-d-amelio-19-luglio-1992/archives/1322

[6]

Cinema del dissenso
: http://www.secolnovo.it/2012/08/15/cinema-del-dissenso/archives/1408

[7]

Francesco d'Assisi
: http://www.secolnovo.it/2013/03/16/papa-francesco-e-francesco-di-assisi/archives/1938

[8]

Inferno
: http://www.secolnovo.it/2013/08/26/dan-brown-inferno/archives/2356

[9]

Lettera a Matteo Renzi
: http://www.secolnovo.it/2013/12/08/primarie-pd-lettera-a-matteo-renzi/archives/2608

[10]

stavolta sembra guerra
: http://www.secolnovo.it/2015/11/14/parigi-sotto-attacco-terrorismo-isis-poesia/archives/3720

Licenza Creative Commons
secolnovo.it by Angelo Rinaldi is licensed under a Creative Commons Attribuzione - Non commerciale - Non opere derivate 3.0 Unported License