Perché Massimo D’Alema vota NO.
Perché Matteo Salvini vota NO.
Perché i sindacati votano NO.
Perché le discussioni estenuanti e sterili non sono la democrazia: bisogna agire.
Perché Ciriaco De Mita vota NO.
Perché in Italia c’è voglia di cambiamento.
Perché non esiste il rischio di compromettere la democrazia: in Italia la democrazia è sempre stata compromessa.
Perché le piazze reali e virtuali non sono democrazia e non sono la realtà.
Perché il NO spacciato come difesa della democrazia è invece un paravento di interessi particolari.
Perché il numero di senatori passa dall’attuale 315 a 95: 220 senatori in meno.
Perché Massimo Cacciari vota SI.
Perché la riforma non sarà perfetta, ma inseguire l’ottimo non è la via verso il bene.
Perché il SI non è un voto per Matteo Renzi e per il Pd.
Perché Enrico Letta vota SI.
Perché libertà è soprattutto dire SI.
Perché il SI elimina lo stipendio dei senatori: i 95 del nuovo senato non lo riceveranno.
Perché la Costituzione non è intoccabile e non è la più bella del mondo.
Perché elimina il bicameralismo perfetto, anacronistico da decenni: Camera e Senato non avranno più le stesse funzioni, non saranno più doppioni.
Perché limita le competenze delle Regioni e quindi argina lo spreco di denaro pubblico da esse perpetrato (grazie al Titolo V voluto da Massimo D’Alema nel 2001 – riforma sciaguratissima!).
Perché se la cosiddetta democrazia ha prodotto l’Italia di oggi, difendere la cosiddetta democrazia è apologia di reato.
Perché è una guida cieca chi filtra un moscerino e ingoia un cammello, prostrato davanti alle minuzie del diritto e disinteressato a guardare oltre.
Perché considerate le condizioni in cui siamo, col SI non possiamo che migliorare.
Perché la Costituzione è la lettera non è lo spirito e le due cose in Italia non hanno mai coinciso.
Perché il SI è apertura, è una prospettiva sul futuro.
Perché la vittoria del NO significherebbe aver perso gli ultimi cinque anni di discussioni, di lavoro, di speranze per un cambiamento.
Perché il NO è chiusura, è conservazione dello schifo in cui siamo e quindi è l’abbandono dell’Italia all’opportunismo demagogo di sempre.
Perché Fabrizio Barca vota SI.
Perché, in definitiva, proprio per come sono gli schieramenti in campo, la vittoria del SI può essere davvero una svolta.

 

Riforma costituzionale 2016, Sintesi
Riforma costituzionale 2016, Testo integrale

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