1. La sanità militare italiana
2. Precetti di igiene per i soldati
3. Il capitano medico Biagio Ferrante

 

verdun_1111476c min2La Prima guerra mondiale ha presentato subito aspetti nuovi rispetto al conflitto europeo più rilevante che l’ha preceduta, la guerra franco-prussiana del 1870-1871. È stata una guerra di posizione e non di movimento, vissuta e combattuta da un numero enorme di soldati in prima linea nelle trincee invece che nei campi aperti di battaglia. C’è stato un uso frequentissimo di artiglierie, mitragliatrici e bombe a mano, armi più distruttive che in passato. Per la prima volta hanno combattuto aerei e dirigibili militari e sono state usate armi chimiche: i micidiali gas asfissianti, vescicanti, irritanti e tossici. La guerra è durata oltre ogni previsione, più di quattro anni, acuendo così ogni aspetto di nuova e maggiore tragicità.

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C’è chi studia una lingua per fini pratici, come la ricerca di un lavoro all’estero, la realizzazione di una storia d’amore internazionale o semplicemente un viaggio in terre esotiche. C’è chi studia le lingue perché funzionano come porta d’ingresso principale per le rispettive letterature e culture in cui ci si vuole immergere. Ci sono quelli che guardano alla moltitudine delle lingue come manifestazione della facoltà umana del linguaggio, che è una sola per l’intera specie. Tutti questi, siano essi glottofili, o interpreti, o linguisti, sarebbero d’accordo nel dire che la lingua, come veicolo, o sistema, o modello computazionale, o facoltà neuronale, esiste se ne esistono (o sono esistiti) dei parlanti. Continua »