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Nella Calabria nord-occidentale, a Verbicaro, sopravvive una forma di sacrificio rituale, il cui protagonista è il sangue di chi il sacrificio compie su se stesso. Uomini che si flagellano, nella notte tra il giovedì e il venerdì santo, nei giorni che per la Chiesa cattolica sono il triduo di preparazione alla Pasqua. I battenti, quelli che si battono.

L’origine è ignota, il come e il perché la loro pratica sia a Verbicaro restano ancora nel campo delle ipotesi storiografiche, l’ultima delle quali è emersa da una ricerca che ho condotto su un tema diverso: le origini del santuario di San Francesco di Paola a Verbicaro. Non c’è nessuna relazione tra il santuario e i battenti; ce n’è una possibile, invece, tra questi e il fondatore del santuario, il mendicante eremita Giuseppe Cetraro.

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La Sicilia è una terra ricca di tante cose, anche di ottimi attori. Lo ha mostrato il Montalbano televisivo di Alberto Sironi, la cui qualità e il cui successo sono dovuti in gran parte proprio agli attori siciliani che caratterizzano gli episodi. Lo conferma il secondo film di Pif, Pierfrancesco Diliberto, In guerra per amore. La vicenda è ambientata a Crisafulli, nel 1943, cioè in piena seconda guerra mondiale. La parte del conflitto che si intreccia con la trama è lo sbarco in Sicilia degli angloamericani.

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I titoli di coda della serie televisiva di Rai 1 I Medici iniziano con una avvertenza che generalmente si trova alla fine e che in questo caso, invece, è collocata in maggior evidenza ed è scritta in modo più articolato del solito, ma in caratteri talmente minuscoli e visibile per un tempo talmente breve da essere praticamente illeggibile. Per questo l’ho trascritta integralmente.

 

Seppur ispirati a fatti realmente accaduti, nomi, eventi e personaggi presenti nella fiction sono di fantasia, frutto della libera espressione artistica degli autori. Pertanto ogni riferimento a fatti, luoghi e persone realmente esistenti è del tutto casuale.

 

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Un elemento caratterizzante e distintivo di un’epoca e di una cultura è ciò che l’uomo pensa di sé, l’idea che gli uomini hanno di se stessi, sia quando l’hanno espressa in modo esplicito e sistematico in opere letterarie o filosofiche, sia quando emerge discreta dai segni materiali e immateriali che l’uomo ha lasciato nel tempo. Quest’ultimo è il caso di cui si fa esperienza tra i reperti del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

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La morte di Umberto Eco ha portato o riportato l’attenzione sulla semiotica e sul medioevo, una disciplina e un’epoca che sono stati gli ambiti in cui egli ha operato, come docente e come romanziere. In genere li si considera separatamente, la semiotica dal medioevo e viceversa, trascurando così le analogie che possono esserci e che sono evidenti proprio nell’opera di Eco. Il punto di incontro più noto è Il nome della rosa, romanzo del 1980, anch’esso tornato ad una maggiore attenzione in queste settimane.

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Indossava una marsina azzurra, una bellissima marsina azzurra. E fu l’unica mattina, «dissero alcuni, amanti degli aneddoti», in cui gli si vide in volto «un autentico e tenero sorriso». Era l’8 giugno 1794 e si celebrava la festa dell’Essere supremo, in piena Rivoluzione. Il cielo di Parigi era invaso da «una luce celeste». Una «limpidezza inaudita», rara o forse unica. Lui era Maximilien Robespierre — l’uomo che indossava la marsina azzurra, non l’Essere supremo. Nel suo caso è d’obbligo specificare, per evitare confusioni pericolose. Perché lui stesso, l’Incorruttibile, su questo è sembrato confuso.

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1. La sanità militare italiana
2. Precetti di igiene per i soldati
3. Il capitano medico Biagio Ferrante

 

verdun_1111476c min2La Prima guerra mondiale ha presentato subito aspetti nuovi rispetto al conflitto europeo più rilevante che l’ha preceduta, la guerra franco-prussiana del 1870-1871. È stata una guerra di posizione e non di movimento, vissuta e combattuta da un numero enorme di soldati in prima linea nelle trincee invece che nei campi aperti di battaglia. C’è stato un uso frequentissimo di artiglierie, mitragliatrici e bombe a mano, armi più distruttive che in passato. Per la prima volta hanno combattuto aerei e dirigibili militari e sono state usate armi chimiche: i micidiali gas asfissianti, vescicanti, irritanti e tossici. La guerra è durata oltre ogni previsione, più di quattro anni, acuendo così ogni aspetto di nuova e maggiore tragicità.

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Il 24 maggio 1915 l’Italia entrò nella Prima guerra mondiale. Era iniziata dieci mesi prima, il 28 luglio 1914. Contrapposti nel grande conflitto da una parte gli imperi centrali, Austria e Germania, dall’altra Russia, Francia e Regno Unito. L’Italia si schierò con questi ultimi.

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Siamo al 25 aprile 2015, giorno del settantesimo anniversario della Liberazione. Dopo aver ripercorso in un altro articolo la cronologia essenziale dei fatti accaduti dalla metà del 1943 al 25 aprile 1945, è tempo di cogliere la lezione di ciò che è stato in quegli anni. È tempo di cercare, in definitiva, il senso più autentico delle celebrazioni di quest’anno. Continua »