Nella Calabria nord-occidentale, a Verbicaro, sopravvive una forma di sacrificio rituale, il cui protagonista è il sangue di chi il sacrificio compie su se stesso. Uomini che si flagellano, nella notte tra il giovedì e il venerdì santo, nei giorni che per la Chiesa cattolica sono il triduo di preparazione alla Pasqua. I battenti, quelli che si battono.

L’origine è ignota, il come e il perché la loro pratica sia a Verbicaro restano ancora nel campo delle ipotesi storiografiche, l’ultima delle quali è emersa da una ricerca che ho condotto su un tema diverso: le origini del santuario di San Francesco di Paola a Verbicaro. Non c’è nessuna relazione tra il santuario e i battenti; ce n’è una possibile, invece, tra questi e il fondatore del santuario, il mendicante eremita Giuseppe Cetraro.

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Guida rapida agli effetti del Si e del NO, a una settimana dal voto al referendum costituzionale.

Il SI obbliga il parlamento a decidere su progetti di legge di iniziativa popolare, come diritto costituzionale dei cittadini.

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La Sicilia è una terra ricca di tante cose, anche di ottimi attori. Lo ha mostrato il Montalbano televisivo di Alberto Sironi, la cui qualità e il cui successo sono dovuti in gran parte proprio agli attori siciliani che caratterizzano gli episodi. Lo conferma il secondo film di Pif, Pierfrancesco Diliberto, In guerra per amore. La vicenda è ambientata a Crisafulli, nel 1943, cioè in piena seconda guerra mondiale. La parte del conflitto che si intreccia con la trama è lo sbarco in Sicilia degli angloamericani.

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Il tema è lo stesso della Brexit: Donald Trump presidente degli Stati Uniti d’America pone la questione della distanza enorme tra le élite e la società. Le élite economiche, politiche, culturali non sono più decisive. Si tratta di una vera svolta, di un cambiamento autentico che farà epoca. Per definire qualcosa di analogo accaduto nel passato in genere si usa la parola rivoluzione.

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I titoli di coda della serie televisiva di Rai 1 I Medici iniziano con una avvertenza che generalmente si trova alla fine e che in questo caso, invece, è collocata in maggior evidenza ed è scritta in modo più articolato del solito, ma in caratteri talmente minuscoli e visibile per un tempo talmente breve da essere praticamente illeggibile. Per questo l’ho trascritta integralmente.

 

Seppur ispirati a fatti realmente accaduti, nomi, eventi e personaggi presenti nella fiction sono di fantasia, frutto della libera espressione artistica degli autori. Pertanto ogni riferimento a fatti, luoghi e persone realmente esistenti è del tutto casuale.

 

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Perché Massimo D’Alema vota NO.
Perché Matteo Salvini vota NO.
Perché i sindacati votano NO.
Perché le discussioni estenuanti e sterili non sono la democrazia: bisogna agire.
Perché Ciriaco De Mita vota NO.
Perché in Italia c’è voglia di cambiamento.
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«Elizabeth si era passata il pettine fra i lunghi riccioli argentei».

locandina-inferno_mymovies-it_200pxNel film di Ron Howard la «donna dai capelli argentei» del romanzo di Dan Brown è diventata una più comune signora dai capelli lisci e scuri. Il mutato colore dei capelli della direttrice dell’Organizzazione mondiale della sanità ha fatto svanire l’originalità e il fascino di un personaggio fondamentale del racconto letterario, nelle cui parole è una parte cospicua del senso del romanzo e che invece al cinema assume rilievo per essere stata un antico, ma solo possibile amore del protagonista, il professore americano Robert Langdon. Il dettaglio dei «riccioli argentei» che non ci sono più mi sembra emblematico del rapporto che c’è tra il film e il testo da cui è tratto. Un dettaglio che oggi richiama, e poteva farlo anche nel film, donne come Christine Lagarde e Janet Yellen, in un legame virtuoso della narrazione con l’attualità anche da un punto di vista estetico. Elizabeth Sinskey rimane piuttosto una di loro che non l’attrice Sidse Babett Knudsen, voluta dal regista liscia e scura.

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dario-foLa morte di Dario Fo mi ha fatto chiedere cosa lui ha rappresentato davvero nella cultura italiana del Novecento e dei primi anni duemila. Cosa ha rappresentato oltre al grammelot, a Mistero buffo, al premio Nobel per la letteratura ricevuto nel 1997, che sono i contenuti e gli aspetti della sua carriera artistica più citati sempre e in particolare ora che lui non c’è più. Perché un grande uomo di teatro come Dario Fo non è solo il suo curriculum, piuttosto il filo che unisce tutto ciò che ha fatto.

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dopo la pioggia battente
che tanto intristisce
e scoraggia
accende
il cielo
e l’animo

l’arcobaleno

nuova luce
dalle nubi
in scena
desiderio
che si compia
l’attesa

stampa

Un elemento caratterizzante e distintivo di un’epoca e di una cultura è ciò che l’uomo pensa di sé, l’idea che gli uomini hanno di se stessi, sia quando l’hanno espressa in modo esplicito e sistematico in opere letterarie o filosofiche, sia quando emerge discreta dai segni materiali e immateriali che l’uomo ha lasciato nel tempo. Quest’ultimo è il caso di cui si fa esperienza tra i reperti del Museo Archeologico Nazionale di Reggio Calabria.

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