I 55 giorni che hanno cambiato l'ItaliaÈ uscito il 9 maggio il libro di Ferdinando Imposimato I 55 giorni che hanno cambiato l’Italia. Perché Aldo Moro doveva morire? La storia vera. Dopo due settimane è già alla quarta edizione. Il volume odora di stampa fresca e ciò rende la lettura ancora più piacevole, come sanno bene i bibliofili. Il 9 maggio è l’anniversario dell’assassinio di Moro e del ritrovamento del cadavere nella Renault rossa in Via Caetani. Quest’anno è stato il trentacinquesimo.

Moro è un crocevia dell’Italia contemporanea. Lo è la sua vicenda politica trentennale e lo è il suo epilogo tragico. Moro è l’incarnazione dei tentativi di costruire il nuovo, dei successi parziali ottenuti, dei contrasti per impedirlo o condizionarlo, delle sconfitte subite. Nuovo inteso come processo sociale e politico che avanza, che deve essere seguito e indirizzato. Nuovo come sviluppo lineare, piuttosto che nell’accezione italiana di moto circolare, il movimento che riporta sempre al punto di partenza. Inesorabilmente. Continua »

Il cinema di Giuseppe Ferrara, regista toscano che il 15 luglio scorso ha compiuto ottant’anni, è una cronaca della lotta tra i poteri presenti e attivi in Italia. Ovvero, riducendo e schematizzando nei termini del linguaggio cinematografico, è la documentazione del confronto serrato tra buoni e cattivi nella società italiana contemporanea. Non si tratta, tuttavia, di un racconto epico, perché tale non è affatto lo stile di Ferrara. Il suo fine è divulgativo se non pedagogico. Continua »