La storica rinuncia al pontificato di Benedetto XVI, le settimane che l’hanno seguita, la sede vacante, il conclave e infine l’elezione di papa Francesco hanno mostrato una vitalità della Chiesa che gli osservatori meno attenti forse non si aspettavano. In un tempo di crisi profonda, culturale politica economica, che ha prodotto un sostanziale immobilismo e mostrato l’inadeguatezza di tante istituzioni civili, nazionali e internazionali, la Chiesa ha saputo riprendere il suo cammino, dopo la sosta degli scandali recenti che l’hanno intralciata. Continua »

Stamattina, durante l’incontro con i giornalisti nell’aula Nervi, papa Francesco ha raccontato la scelta del nome.1 Nei due giorni di conclave, il suo posto in Sistina era vicino al cardinale brasiliano Claudio Hummes, «un grande amico, un grande amico! Quando la cosa diveniva un po’ pericolosa, lui mi confortava» ha detto il papa. Raggiunti i due terzi dei voti e quindi l’elezione, c’è stato l’applauso consueto. Allora, Hummes ha abbracciato e baciato Jorge Bergoglio e gli ha detto: «Non dimenticarti dei poveri!». Queste parole sono rimaste in testa al cardinale appena eletto papa e gli hanno fatto pensare a Francesco d’Assisi. Continua »

Papa Francesco (Getty Images in dailymail.co.uk) Continua »

Nel mese trascorso dalla rinuncia di Benedetto XVI al pontificato, annunciata in concistoro l’11 febbraio scorso, la discussione che ne è mossa si è occupata soprattutto del rapporto tra Chiesa e modernità. Continua »

Parole profetiche di Benedetto XVI stamattina durante l’ultima udienza generale del mercoledì, prima di lasciare il pontificato. In Piazza San Pietro aleggiava lo Spirito Santo. Continua »

La rinuncia di Benedetto XVI al pontificato rende evidente l’idea che ha di Chiesa la società contemporanea e come pensa dovrebbe essere governata. Tra i tanti temi che la decisione storica del papa propone, questo mi sembra tra i più interessanti. Continua »


Benedetto XVI (fattidicronaca.it)La decisione di papa Benedetto XVI di abdicare alla cattedra di Roma e alla successione di Pietro, mi ha fatto tornare in mente un passo del Vangelo, un detto di Gesù: «Quando si fa sera, voi dite: Bel tempo, perché il cielo rosseggia; e al mattino: Oggi burrasca, perché il cielo è rosso cupo. Sapete dunque interpretare l’aspetto del cielo e non sapete distinguere i segni dei tempi?» (Mt 16, 2-3). Continua »

Carlo Maria Martini (italiaglobale.it)È morto questo pomeriggio il cardinale Carlo Maria Martini.1

Nel cicaleggio quotidiano dell’informazione la notizia emerge e fa silenzio, proprio come Martini nella sua vita, intorno a sé.

Perché?

Martini è stato le parole della Scrittura. Profondo studioso della Bibbia, non ha avuto altro codice che quel libro. Quando nel 1979 il papa lo ha voluto arcivescovo di Milano, ha pensato e fatto il suo ingresso in città a piedi, avvolto in un mantello nero, con il Vangelo in mano. Senza orpelli, materiali e ideali. Continua »

Giovanni Paolo IIIl 18 maggio scorso Giovanni Paolo II ha compiuto ottantaquattro anni. 1920-2004, un tempo lungo per qualsiasi uomo, in particolare per Karol Wojtyla, per quello che egli è stato e continua ad essere, per ciò che ha rappresentato e rappresenta. Ha vissuto gran parte del XX secolo: dai totalitarismi alla seconda guerra mondiale, alla resistenza al comunismo, al pontificato. Quindi l’alba del terzo millennio, il tanto atteso anno duemila, di cui egli è una delle immagini più significative. Ottantaquattro anni, venticinque dei quali vissuti da pontefice, intensamente, tenace baluardo della dottrina della fede, eppure profondo innovatore — direi rivoluzionario — come pochi altri contemporanei.

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