Guida rapida agli effetti del Si e del NO, a una settimana dal voto al referendum costituzionale.

Il SI obbliga il parlamento a decidere su progetti di legge di iniziativa popolare, come diritto costituzionale dei cittadini.

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Perché Massimo D’Alema vota NO.
Perché Matteo Salvini vota NO.
Perché i sindacati votano NO.
Perché le discussioni estenuanti e sterili non sono la democrazia: bisogna agire.
Perché Ciriaco De Mita vota NO.
Perché in Italia c’è voglia di cambiamento.
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‘Comfort zone’ è una delle numerose espressioni della lingua inglese entrate nell’uso più o meno comune dell’italiano contemporaneo. Con un valore chiaramente metaforico, indica lo spazio psicologico in cui un essere umano è completamente a suo agio, indisturbato, comodo in mezzo a convinzioni, abitudini, schemi di ragionamento che sostanzialmente non chiedono sforzi o rischi di alcun tipo.

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Alexis Tsipras (euronews.com)Se fossi stato un greco ieri avrei votato per Syriza e per il suo leader Alexis Tsipras. Ugualmente nel 2012, alle presidenziali francesi, mi sarebbe piaciuto votare Hollande. Spero, tuttavia, che l’impegno di Tsipras abbia un esito migliore di quello del presidente francese, del quale si è indicato il fallimento già un anno e mezzo dopo l’elezione. Dico che avrei votato Hollande e poi Syriza non perché sia di sinistra — considero superate e nocive tali definizioni — ma per la critica da loro mossa alla politica economica europea degli ultimi anni, fatta solo di rigore. Non sono un avversario del rigore, al contrario lo considero un elemento del buon governo. Ma se rimane l’unico, se il rigore è il fine unico e ultimo di un governo allora è dannoso, distrugge economie e società.

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1. Pil, debito e manovre fiscali
2. Famiglie e povertà
3. Occupazione e disoccupazione
4. Ricerca, sviluppo, produzione
5. La deriva del Mezzogiorno

 

L’Istat ha presentato il Rapporto annuale 2014, un quadro della realtà italiana aggiornato al 2013. Dopo le chiacchiere delle campagne elettorali europea e amministrativa, finalmente dati certi per osservare e capire l’orizzonte comune.

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È uscito a metà gennaio il primo Bollettino Economico del 2014 di Banca d’Italia.1 In esso c’è l’analisi trimestrale dell’istituto, che descrive la situazione presente e indica le tendenze per il medio termine. Si tratta pur sempre di un punto di vista, tuttavia meno parziale di altri e quindi autorevole. Continua »

Festa dei Piccoli Comuni (lunigianasostenibile.it)La novità della politica italiana d’inizio 2014 è l’accordo tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi su una nuova legge elettorale e su una più articolata riforma istituzionale, che dovrebbe determinare la fine del bicameralismo perfetto cosiddetto, ovvero di un parlamento con due camere legislative sostanzialmente uguali. Ciò sarebbe attuato con la soppressione del senato come camera legislativa elettiva, così come è previsto dalla costituzione, sostituito da un’assemblea di rappresentanti delle amministrazioni locali, senza alcuna indennità di carica. In altre parole, ai nuovi senatori spetterebbero zero euro. Continua »

A chi come me si muove in città con i mezzi pubblici sarà sicuramente capitato di viaggiare in tram.

Il tram, splendido mezzo apparentemente creato per chi ama leggere durante il tragitto: silenzioso, ampio e non soggetto alle asperità del terreno.

Ma il silenzio del tram può prestarsi anche ad attività più interattive come, ad esempio, l’ascolto: in tram la gente parla con calma, racconta, commenta, inveisce. Continua »

«Senza prospettive per il futuro, l’unica prospettiva diventa la rivolta. La storia l’ha mostrato varie volte. Le istituzioni democratiche vengono contestate e possono arrivare alla dissoluzione quando non riescono a dare risposte concrete a bisogni economici e sociali».

È Jacopo Morelli che parla, stamattina a Santa Margherita Ligure, nel convegno annuale dei giovani di Confindustria.

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L’Istat ha presentato il Rapporto annuale 2013, fonte autorevole sulla situazione del Paese, che ha il pregio della chiarezza esclusiva dei numeri. Ne propongo alcuni dei più significativi. Sono i dati che determinano le scelte politiche e di governo in Italia, anche se politici e amministratori ne parlano di rado e ancor meno mostrano di averne consapevolezza. In altre parole, si tratta della realtà, definibile — volendo — dura e cinica. Continua »