Guida rapida agli effetti del Si e del NO, a una settimana dal voto al referendum costituzionale.

Il SI obbliga il parlamento a decidere su progetti di legge di iniziativa popolare, come diritto costituzionale dei cittadini.

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A forza di definire liquida la società occidentale contemporanea e di subirla passivi, un’onda di quella liquidità, un’onda gigantesca ci è caduta addosso e gli esiti dell’impatto sono potenzialmente rovinosi.

La Gran Bretagna ha votato al referendum per decidere di rimanere o uscire dall’Unione Europea e ha scelto l’uscita: 51,9 a 48,1%, con uno scarto in voti reali di circa un milione e trecentomila.

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registro unioni civiliL’Italia si appresta ad avere una legge che riconosca le unioni omosessuali, cioè tra persone dello stesso sesso. È giusto che questi legami affettivi presenti nella società lo siano anche nella legislazione italiana, perché ai diritti come singoli dei soggetti che vivono il legame si aggiungano quelli come componenti una coppia. Si tratta in assoluto di una novità degli ultimi anni, non solo e non tanto giuridica, ma culturale e sociale, che in Italia porta con sé discussioni e contrapposizioni aspre per due aspetti: l’equiparazione delle unioni civili tra omosessuali alla famiglia tradizionale e (quindi) la possibilità che le nuove coppie adottino bambini. Adozione di un bambino di altri genitori o del partner, nato attraverso le banche del seme per le donne o la gestazione di una donna estranea per gli uomini. La gestazione di un’altra persona è detta utero in affitto. C’è chi ritiene l’espressione ripugnante. C’è chi ritiene ripugnante l’azione. Chi ne fa una questione estetica e linguistica, chi invece la ritiene una questione etica. Per altri non è affatto una questione, ma una pratica possibile e quindi del tutto lecita. Chi rifiuta l’espressione utero in affitto l’ha sostituita con maternità surrogata, che non mi sembra un gran progresso estetico e linguistico. È un caso in cui l’abbellimento risulta di una certa difficoltà, sia dell’espressione che della pratica. Le parole non sono solo flatus vocis, con buona pace di Roscellino di Compiègne, ma questo è un altro argomento.

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The spreading of misinformation online, La diffusione della disinformazione in rete è il titolo di uno studio pubblicato il 4 gennaio su PNAS, rivista online dell’Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti d’America. Gli autori sono italiani, ricercatori dell’IMT di Lucca, guidati da Walter Quattrociocchi. Lo studio è stato condotto attraverso «a massive quantitative analysis of Facebook» e ha mostrato come, attraverso i social media, online è favorita l’aggregazione di soggetti che la pensano allo stesso modo piuttosto che il confronto tra punti di vista diversi — «the aggregation of people around common interests, worldviews, and narratives», «l’aggregazione di individui intorno a interessi comuni, visioni del mondo, e narrazioni.»

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‘Comfort zone’ è una delle numerose espressioni della lingua inglese entrate nell’uso più o meno comune dell’italiano contemporaneo. Con un valore chiaramente metaforico, indica lo spazio psicologico in cui un essere umano è completamente a suo agio, indisturbato, comodo in mezzo a convinzioni, abitudini, schemi di ragionamento che sostanzialmente non chiedono sforzi o rischi di alcun tipo.

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Panico informatico (justacote.com)La presenza del computer nella società contemporanea è indicata di volta in volta con i termini digitale, informatica, virtuale e con i loro derivati digitalizzare, informatizzare, virtualità. Digitale è il più tecnico perché indica come funziona un apparecchio e ha il suo contrario nel termine analogico. Un esempio è la fotografia. In quella analogica l’immagine è prodotta dalla luce che impressiona una pellicola di plastica trattata chimicamente — il rullino. Nella fotografia digitale la luce colpisce un sensore che crea l’immagine traducendola in un codice numerico. Spariscono il rullino e quindi i negativi e la foto diventa un file, cioè un documento che raccoglie una serie di informazioni. Alla concretezza materiale del rullino e dei negativi si sostituisce la virtualità del file. Virtuale, dunque, diventa sinonimo di immateriale, ma non per questo la virtualità è meno concreta di un rotolo di plastica. Se pago con la carta di credito non tocco denaro contante, cartamoneta o metallo, ma il saldo del mio conto in banca diminuisce ugualmente. Più concreto di così! La concretezza non è più soltanto ciò che i sensi percepiscono direttamente, ma ciò che è a prescindere dall’immediato contatto materiale. Questa è la novità.

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Stamattina il presidente Mattarella ha giurato e rivolto al parlamento il discorso d’insediamento. Sergio Mattarella è uno studioso del diritto e, fino a ieri, giudice della Corte costituzionale — anche per questo è stato eletto. Era atteso, dunque, che al centro del suo discorso ci fosse la Costituzione. La cosa da sapere era come ci sarebbe stata; ciò avrebbe dato indicazioni sul Mattarella nuovo presidente della Repubblica.

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Intervento del prof. Torelli al Premio Balzan

 

Le questioni che gravano sul mondo della ricerca scientifica italiana sono tornate di recente all’attenzione della cronaca grazie a due fatti: le parole del prof. Torelli alla cerimonia di consegna del Premio Balzan e una lettera pubblica di un ricercatore italiano all’estero indirizzata al Presidente della Repubblica. A dirla tutta, mi sembra abbia avuto maggiore attenzione la lettera del giovane ricercatore che non le parole di Torelli: aggiungerei anche questa anomalia alle vicende grottesche del mondo universitario e della ricerca scientifica nazionale. Continua »

È uscito a metà gennaio il primo Bollettino Economico del 2014 di Banca d’Italia.1 In esso c’è l’analisi trimestrale dell’istituto, che descrive la situazione presente e indica le tendenze per il medio termine. Si tratta pur sempre di un punto di vista, tuttavia meno parziale di altri e quindi autorevole. Continua »

«Senza prospettive per il futuro, l’unica prospettiva diventa la rivolta. La storia l’ha mostrato varie volte. Le istituzioni democratiche vengono contestate e possono arrivare alla dissoluzione quando non riescono a dare risposte concrete a bisogni economici e sociali».

È Jacopo Morelli che parla, stamattina a Santa Margherita Ligure, nel convegno annuale dei giovani di Confindustria.

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