La Sicilia è una terra ricca di tante cose, anche di ottimi attori. Lo ha mostrato il Montalbano televisivo di Alberto Sironi, la cui qualità e il cui successo sono dovuti in gran parte proprio agli attori siciliani che caratterizzano gli episodi. Lo conferma il secondo film di Pif, Pierfrancesco Diliberto, In guerra per amore. La vicenda è ambientata a Crisafulli, nel 1943, cioè in piena seconda guerra mondiale. La parte del conflitto che si intreccia con la trama è lo sbarco in Sicilia degli angloamericani.

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La mafia uccide solo d'estate (mymovies.it)Cos’è un bacio?

Stavolta Edmond Rostand non c’entra. Tutt’altra è l’atmosfera. Non ci sono eroi, duelli e fanciulle languide. Non ci sono rime intrecciate e parole forbite. Non c’è un’epopea, ma l’esatto contrario. Il racconto di un ragazzino, innamorato di una ragazzina, che alla fine diventa la sua compagna. No, non vissero tutti felici e contenti, perché non è una favola, anche se ne ha il tono e la levità. Vissero, questo si, ed è già tanto, con maggiore consapevolezza.

Allora, cos’è un bacio?

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Chi ha ucciso John Fitzgerald Kennedy? Chi sono gli esecutori dell’assassinio e chi i mandanti? È stato Lee Oswald da solo a pensare e mettere in atto il delitto? A cinquant’anni dalla morte del presidente Kennedy queste domande non hanno ancora risposte condivise. Continua »

++ RUBY: BERLUSCONI CONDANNATO A 7 ANNI ++Non ho alcuna stima per Silvio Berlusconi, da prima che fondasse un partito e si desse alla politica di mestiere. Eppure, la sentenza del tribunale di Milano che ha concluso il primo grado del processo sul caso Ruby mi imbarazza, fin quasi a irritarmi. Berlusconi è stato condannato a sette anni di carcere «per concussione per costrizione e prostituzione minorile», con l’interdizione perpetua dai pubblici uffici.1

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C’è una frase di Giovanni Falcone che torna spesso nei miei pensieri: «Io credo nello Stato, e ritengo che sia proprio la mancanza di senso dello Stato, di Stato come valore interiorizzato, a generare quelle distorsioni presenti nell’animo siciliano: il dualismo tra società e Stato; il ripiegamento sulla famiglia, sul gruppo, sul clan; la ricerca di un alibi che permetta a ciascuno di vivere e lavorare in perfetta anomia, senza alcun riferimento a regole di vita collettiva».1

Lo Stato che non c’è, se non come intralcio, come sanguisuga, come declamazione ipocrita di valori. Assente, sia come oggetto che come soggetto, dappertutto in Italia, non solo in Sicilia. Continua »

Negli anni di liceo — gli anni Ottanta — ho scelto tra le mie letture extrascolastiche i libri di Andreotti. Visti da vicino, De Gasperi visto da vicino, Onorevole, stia zitto, L’URSS vista da vicino, Il potere logora… ma è meglio non perderlo. Ero stato attratto dall’ironia dell’uomo politico, dalla sua presenza costante nella vita pubblica nazionale e soprattutto da alcuni giudizi letterari che lo indicavano come uno scrittore di pregio. Amando la scrittura, ho sempre cercato buoni maestri di stile. Continua »