La Sicilia è una terra ricca di tante cose, anche di ottimi attori. Lo ha mostrato il Montalbano televisivo di Alberto Sironi, la cui qualità e il cui successo sono dovuti in gran parte proprio agli attori siciliani che caratterizzano gli episodi. Lo conferma il secondo film di Pif, Pierfrancesco Diliberto, In guerra per amore. La vicenda è ambientata a Crisafulli, nel 1943, cioè in piena seconda guerra mondiale. La parte del conflitto che si intreccia con la trama è lo sbarco in Sicilia degli angloamericani.

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Cito spesso una frase di Gabriele De Rosa perché è una sintesi efficace di cos’è la Calabria: «una fede profonda, tanto satura di storia, da rimanerne fuori.»1 Dove la fede può indicare non solo la religiosità, ma lo spirito inteso nel senso più ampio, il mondo interiore, le idee, i sentimenti, l’immaterialità tanto reale della vita degli uomini. Continua »

Siamo al 25 aprile 2015, giorno del settantesimo anniversario della Liberazione. Dopo aver ripercorso in un altro articolo la cronologia essenziale dei fatti accaduti dalla metà del 1943 al 25 aprile 1945, è tempo di cogliere la lezione di ciò che è stato in quegli anni. È tempo di cercare, in definitiva, il senso più autentico delle celebrazioni di quest’anno. Continua »

Stamattina il presidente Mattarella ha giurato e rivolto al parlamento il discorso d’insediamento. Sergio Mattarella è uno studioso del diritto e, fino a ieri, giudice della Corte costituzionale — anche per questo è stato eletto. Era atteso, dunque, che al centro del suo discorso ci fosse la Costituzione. La cosa da sapere era come ci sarebbe stata; ciò avrebbe dato indicazioni sul Mattarella nuovo presidente della Repubblica.

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copertina Lettere dalla LocrideLettere dalla Locride è il libro di Ilario Ammendolia edito da Sensibili alle foglie, chiuso in stampa nel maggio scorso. Un testo sulla Calabria con un titolo antico, distante dalle suggestioni frivole o dall’ironia banale di oggi. Solo nel sottotitolo, La Costituzione tradita, c’è un richiamo al presente, a un tema importante, che però la frivolezza e la banalità nazionali hanno conquistato e svilito.

Lettere dalla Locride è un’analisi accorata e garbata, ma lucida e ferma. Non lo definisco un libro di denuncia perché questo lo inserirebbe in una categoria dell’editoria italiana diventata commerciale, in un gioco delle parti che ha reso il dibattito nazionale, scritto e parlato, una forma della commedia dell’arte. L’intenzione dell’autore è di raccontare e stimolare non di spettacolarizzare per vendere. Si tratta di un «j’accuse» — con riferimento esplicito al Zola del caso Dreyfus — sulla inefficacia dell’attuale lotta alla ‘ndrangheta, affrontata come «questione criminale» del tutto staccata dalla «questione meridionale», che invece ne è la causa. Impegno sterile, dunque. Tanto evidente da far pensare alla malafede.

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La mafia uccide solo d'estate (mymovies.it)Cos’è un bacio?

Stavolta Edmond Rostand non c’entra. Tutt’altra è l’atmosfera. Non ci sono eroi, duelli e fanciulle languide. Non ci sono rime intrecciate e parole forbite. Non c’è un’epopea, ma l’esatto contrario. Il racconto di un ragazzino, innamorato di una ragazzina, che alla fine diventa la sua compagna. No, non vissero tutti felici e contenti, perché non è una favola, anche se ne ha il tono e la levità. Vissero, questo si, ed è già tanto, con maggiore consapevolezza.

Allora, cos’è un bacio?

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Due nuove operazioni antimafia sono state condotte in Calabria nelle ultime settimane. I carabinieri hanno arrestato, tra Scalea e Lamezia, oltre cento persone, variamente coinvolte con la criminalità organizzata. Entrambi gli interventi fanno capo alla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro, ma non sono in relazione tra loro. Continua »

C’è stato san Francesco d’Assisi, otto secoli fa, e da allora ci sono i francescani. Non ci sarebbero stati senza Francesco — a volte ritengo utile ribadire ciò che sembra ovvio. Questo, però, non vuol dire che i francescani siano Francesco o anche che siano sempre e comunque i suoi interpreti autentici ed esclusivi. Infatti, la loro storia annovera contrasti tra gruppi, divisioni in diversi ordini, opposizioni a «santa madre Chiesa», nonostante Francesco abbia manifestato ai suoi frati le ultime volontà in tre brevi esortazioni: «in segno di ricordo della mia benedizione e del mio testamento, sempre si amino tra loro, sempre amino ed osservino nostra signora la santa povertà, e sempre siano fedeli e sottomessi ai prelati e a tutti i chierici della santa madre Chiesa».1 Viene da dire: più facile di così. Eppure è successo che lo spirito di parte sia prevalso sulla fraternità, l’odio verso i ricchi sull’amore per la povertà, un sentimento di estraneità alla Chiesa sull’affetto filiale. Continua »

Dissenso è divergenza, quindi altra via, alternativa. È travaglio, anche drammatico, da cui però può nascere il nuovo. Allora è scelta, impegno, responsabilità. Non è moda, spinello e jeans strappati, ma l’esatto contrario. Continua »