L’anno scorso, dopo le elezioni amministrative, ho scritto che avrei scommesso sul centrodestra per le elezioni politiche.1 Se avessi puntato davvero… Continua »

Ieri in Lombardia un gruppo di candidati montiani al parlamento ha annunciato di votare Umberto Ambrosoli, il candidato del centrosinistra alle elezioni regionali, concomitanti con le politiche nazionali.1 Si tratta di un voto disgiunto: alle politiche con Monti, alle regionali lombarde con il centrosinistra, contro la Lega e il Pdl. Continua »

Mario Monti (agenda-monti.it)La conferenza stampa di fine anno del prof. Monti e il suo contributo Un’agenda per un impegno comune credo siano il tentativo più autorevole e quindi più concreto di andare oltre la politica italiana attuale. Che significa: oltre la politica italiana degli ultimi vent’anni. Per un sito come secolnovo.it, che osserva e indica soprattutto il nuovo possibile, si tratta di un fatto di assoluto rilievo. Continua »

Venerdì scorso, 14 dicembre, Massimo D’Alema ha dichiarato al «Corriere della Sera» che sarebbe «moralmente discutibile» la candidatura del prof. Monti alle imminenti elezioni politiche come leader dei moderati.1 Ripeto: «moralmente discutibile». La ragione è che Monti si schiererebbe contro chi lo sostiene, il Pd. Come se il Pd sia l’unica forza politica a sostenerlo e sostenendolo abbia accumulato un credito che ora pretende di riscuotere. Come se il Pd, sostenendo il governo dei tecnici, abbia fatto a Mario Monti un favore personale. Non era un servizio all’Italia? Continua »

Romano Prodi (nonciclopedia.wikia.com)L’anno scorso di questi tempi, il 18 luglio per la precisione, lunedì, a Milano, nel palazzo della Cariplo, nucleo di Banca Intesa e quindi di Intesa San Paolo, si incontrava una parte considerevole dell’élite dirigente italiana. Giovanni Bazoli (padrone di casa, presidente di Intesa San Paolo), Angelo Caloia (presidente dello IOR dal 1989 al 2009, il dopo Marcinkus, e presidente di alcune società di Intesa San Paolo), Carlo De Benedetti (tante cose, tra cui editore di «la Repubblica» e «l’Espresso»), Mario Monti, Corrado Passera (il ministro, ma allora amministratore delegato di Intesa San Paolo) e Romano Prodi. Lo ha raccontato Fabio Martini su «La Stampa» la domenica successiva, il 24 luglio.1

Continua »

Si dice l’ironia della storia. Per dire che il tempo sa essere beffardo. Anche quello breve. In tal caso, pensandoci, la beffa è maggiore. Perché la fallacia di uno sguardo corto, subito evidente, colpisce più dell’incapacità di uno sguardo lungo, che richiede memoria e non di rado analisi. Continua »

È stato presentato oggi il rapporto di Censis e Confcommercio sulla fiducia e le aspettative delle famiglie italiane nei primi mesi del 2012.

Continua »

La discussione pubblica in Italia, e quindi l’informazione, procedono per chiodi fissi. Abbiamo passato l’autunno con lo spread, l’ultima settimana con la classica morsa di gelo. Per chiodo fisso intendo un argomento, spesso addirittura un dettaglio, su cui si concentra gran parte dell’attenzione, come se fosse l’unico tema possibile o, peggio, come se quel tema, oltre quel aspetto, non desse spunti per altre analisi e discussioni.

Qualcosa di analogo sta accadendo con l’articolo 18 e il posto fisso, nell’assai più ampia questione del lavoro. Domanda: i problemi del lavoro in Italia sono l’articolo 18 e il posto fisso? Continua »

Quando scrivo certe cose vorrei essere smentito dai fatti. Invece…
Nei giorni scorsi ho indicato nel viceministro Martone quella parte di italiani e di classe dirigente soavemente noncurante della realtà che rappresenta e governa. Ieri, il prof. Mario Monti in persona ha confermato la mia affermazione, con la bocconiana autorevolezza che gli è propria. Ha detto in televisione che i giovani italiani devono abituarsi a cambiare lavoro, anche perché «che monotonia un posto fisso per tutta la vita!».1

Appena evasi gli impegni internazionali, Super Mario è subito volato in aiuto del viceministro Martone, acuto conoscitore della sfiga, facendo notare ai giovani che fare un unico lavoro per tutta la vita sarebbe una noia infinita.

Sconcerto. Continua »

Il nome con cui il prof. Mario Monti ha voluto indicare la seconda fase di azione del suo governo è un auspicio più che un programma: «Cresci Italia». Mi ricorda certe filastrocche popolari, dette dalle mamme ai propri bambini per attirare su di loro ogni sorta di bene. Espressioni di affetto, senz’altro, ma anche di affidamento all’ignoto, oppure a un noto inaccessibile in altro modo. Insomma, una speranza chiaramente proclamata, la quale sorge sempre dove tramonta la certezza di un esito preciso.

Crescerà l’Italia? Neanche il buon prof. Monti può dirlo. Continua »