‘A morte ‘o ssaje ched’è?… è una livella.

‘Nu rre, ‘nu maggistrato, ‘nu grand’ommo
trasenno stu canciello ha fatt’ ‘o punto
c’ha perzo tutto, ‘a vita e pure ‘o nomme

A cinquant’anni dalla sua morte, Totò sembra abbia smentito se stesso, ovvero l’Antonio De Curtis autore dei versi appena citati. Con lui la morte non è stata una livella, ma un amplificatore di notorietà e quindi di specificità. Il 15 aprile 1967 è calato il sipario sulla sua vita, ma ciò non ha determinato affatto la perdita di tutto, di certo non la perdita del nome Totò, che ancora, dopo cinquant’anni, risuona nei tanti echi della sua arte propagatisi fino a oggi.

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Guida rapida agli effetti del Si e del NO, a una settimana dal voto al referendum costituzionale.

Il SI obbliga il parlamento a decidere su progetti di legge di iniziativa popolare, come diritto costituzionale dei cittadini.

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I titoli di coda della serie televisiva di Rai 1 I Medici iniziano con una avvertenza che generalmente si trova alla fine e che in questo caso, invece, è collocata in maggior evidenza ed è scritta in modo più articolato del solito, ma in caratteri talmente minuscoli e visibile per un tempo talmente breve da essere praticamente illeggibile. Per questo l’ho trascritta integralmente.

 

Seppur ispirati a fatti realmente accaduti, nomi, eventi e personaggi presenti nella fiction sono di fantasia, frutto della libera espressione artistica degli autori. Pertanto ogni riferimento a fatti, luoghi e persone realmente esistenti è del tutto casuale.

 

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Perché Massimo D’Alema vota NO.
Perché Matteo Salvini vota NO.
Perché i sindacati votano NO.
Perché le discussioni estenuanti e sterili non sono la democrazia: bisogna agire.
Perché Ciriaco De Mita vota NO.
Perché in Italia c’è voglia di cambiamento.
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dario-foLa morte di Dario Fo mi ha fatto chiedere cosa lui ha rappresentato davvero nella cultura italiana del Novecento e dei primi anni duemila. Cosa ha rappresentato oltre al grammelot, a Mistero buffo, al premio Nobel per la letteratura ricevuto nel 1997, che sono i contenuti e gli aspetti della sua carriera artistica più citati sempre e in particolare ora che lui non c’è più. Perché un grande uomo di teatro come Dario Fo non è solo il suo curriculum, piuttosto il filo che unisce tutto ciò che ha fatto.

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A forza di definire liquida la società occidentale contemporanea e di subirla passivi, un’onda di quella liquidità, un’onda gigantesca ci è caduta addosso e gli esiti dell’impatto sono potenzialmente rovinosi.

La Gran Bretagna ha votato al referendum per decidere di rimanere o uscire dall’Unione Europea e ha scelto l’uscita: 51,9 a 48,1%, con uno scarto in voti reali di circa un milione e trecentomila.

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La morte di Umberto Eco ha portato o riportato l’attenzione sulla semiotica e sul medioevo, una disciplina e un’epoca che sono stati gli ambiti in cui egli ha operato, come docente e come romanziere. In genere li si considera separatamente, la semiotica dal medioevo e viceversa, trascurando così le analogie che possono esserci e che sono evidenti proprio nell’opera di Eco. Il punto di incontro più noto è Il nome della rosa, romanzo del 1980, anch’esso tornato ad una maggiore attenzione in queste settimane.

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Panico informatico (justacote.com)La presenza del computer nella società contemporanea è indicata di volta in volta con i termini digitale, informatica, virtuale e con i loro derivati digitalizzare, informatizzare, virtualità. Digitale è il più tecnico perché indica come funziona un apparecchio e ha il suo contrario nel termine analogico. Un esempio è la fotografia. In quella analogica l’immagine è prodotta dalla luce che impressiona una pellicola di plastica trattata chimicamente — il rullino. Nella fotografia digitale la luce colpisce un sensore che crea l’immagine traducendola in un codice numerico. Spariscono il rullino e quindi i negativi e la foto diventa un file, cioè un documento che raccoglie una serie di informazioni. Alla concretezza materiale del rullino e dei negativi si sostituisce la virtualità del file. Virtuale, dunque, diventa sinonimo di immateriale, ma non per questo la virtualità è meno concreta di un rotolo di plastica. Se pago con la carta di credito non tocco denaro contante, cartamoneta o metallo, ma il saldo del mio conto in banca diminuisce ugualmente. Più concreto di così! La concretezza non è più soltanto ciò che i sensi percepiscono direttamente, ma ciò che è a prescindere dall’immediato contatto materiale. Questa è la novità.

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Essere un’assenza.
Di una vita, di tante vite sembra resti il sonoro.
L’abbandono e il disfacimento e la natura protagonista.
Legame, legami, contemplazione del ricordo che scompare.
Frequenza fantasma, senza emittente, priva di luogo e di tempo.

Chiara Ambrosio (@ChiaraAmbrosio)Ci sono schegge di Meridione italiano dove la memoria convive col quotidiano come il cadavere di un caro estinto tenuto in casa dalla famiglia. Legami che diventano assuefazione. Ci sono schegge di Meridione italiano dove il quotidiano convive col disfacimento. Come se fosse normale. La natura che si riprende lo spazio sottrattole dagli uomini nei secoli diventa spettacolo. Lo spettacolo degli oggetti, dei manufatti sul filo lungo dell’equilibrio tra l’essere ancora e il non essere più, condizione in cui degradano o degraderanno un poco ogni giorno. Gli spettatori sono indigeni immobili, degradanti col contesto, e stranieri curiosi, forse bramosi anch’essi del nulla. Un nichilismo della prassi, sottile e maliardo, il più tenace alleato della vegetazione in assetto da riconquista.

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La notizia è che il canale tv di informazione RaiNews24 e il sito internet rainews.it non trasmetteranno più i video dell’ISIS. Lo ha annunciato il direttore Monica Maggioni, dicendo che la decisione è stata presa per evitare di fare pubblicità allo stato islamico; quindi di fare da ripetitore di quella propaganda, di fare il gioco dei terroristi.

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