Guida rapida agli effetti del Si e del NO, a una settimana dal voto al referendum costituzionale.

Il SI obbliga il parlamento a decidere su progetti di legge di iniziativa popolare, come diritto costituzionale dei cittadini.

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La Sicilia è una terra ricca di tante cose, anche di ottimi attori. Lo ha mostrato il Montalbano televisivo di Alberto Sironi, la cui qualità e il cui successo sono dovuti in gran parte proprio agli attori siciliani che caratterizzano gli episodi. Lo conferma il secondo film di Pif, Pierfrancesco Diliberto, In guerra per amore. La vicenda è ambientata a Crisafulli, nel 1943, cioè in piena seconda guerra mondiale. La parte del conflitto che si intreccia con la trama è lo sbarco in Sicilia degli angloamericani.

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Il tema è lo stesso della Brexit: Donald Trump presidente degli Stati Uniti d’America pone la questione della distanza enorme tra le élite e la società. Le élite economiche, politiche, culturali non sono più decisive. Si tratta di una vera svolta, di un cambiamento autentico che farà epoca. Per definire qualcosa di analogo accaduto nel passato in genere si usa la parola rivoluzione.

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Perché Massimo D’Alema vota NO.
Perché Matteo Salvini vota NO.
Perché i sindacati votano NO.
Perché le discussioni estenuanti e sterili non sono la democrazia: bisogna agire.
Perché Ciriaco De Mita vota NO.
Perché in Italia c’è voglia di cambiamento.
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A forza di definire liquida la società occidentale contemporanea e di subirla passivi, un’onda di quella liquidità, un’onda gigantesca ci è caduta addosso e gli esiti dell’impatto sono potenzialmente rovinosi.

La Gran Bretagna ha votato al referendum per decidere di rimanere o uscire dall’Unione Europea e ha scelto l’uscita: 51,9 a 48,1%, con uno scarto in voti reali di circa un milione e trecentomila.

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registro unioni civiliL’Italia si appresta ad avere una legge che riconosca le unioni omosessuali, cioè tra persone dello stesso sesso. È giusto che questi legami affettivi presenti nella società lo siano anche nella legislazione italiana, perché ai diritti come singoli dei soggetti che vivono il legame si aggiungano quelli come componenti una coppia. Si tratta in assoluto di una novità degli ultimi anni, non solo e non tanto giuridica, ma culturale e sociale, che in Italia porta con sé discussioni e contrapposizioni aspre per due aspetti: l’equiparazione delle unioni civili tra omosessuali alla famiglia tradizionale e (quindi) la possibilità che le nuove coppie adottino bambini. Adozione di un bambino di altri genitori o del partner, nato attraverso le banche del seme per le donne o la gestazione di una donna estranea per gli uomini. La gestazione di un’altra persona è detta utero in affitto. C’è chi ritiene l’espressione ripugnante. C’è chi ritiene ripugnante l’azione. Chi ne fa una questione estetica e linguistica, chi invece la ritiene una questione etica. Per altri non è affatto una questione, ma una pratica possibile e quindi del tutto lecita. Chi rifiuta l’espressione utero in affitto l’ha sostituita con maternità surrogata, che non mi sembra un gran progresso estetico e linguistico. È un caso in cui l’abbellimento risulta di una certa difficoltà, sia dell’espressione che della pratica. Le parole non sono solo flatus vocis, con buona pace di Roscellino di Compiègne, ma questo è un altro argomento.

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The spreading of misinformation online, La diffusione della disinformazione in rete è il titolo di uno studio pubblicato il 4 gennaio su PNAS, rivista online dell’Accademia Nazionale delle Scienze degli Stati Uniti d’America. Gli autori sono italiani, ricercatori dell’IMT di Lucca, guidati da Walter Quattrociocchi. Lo studio è stato condotto attraverso «a massive quantitative analysis of Facebook» e ha mostrato come, attraverso i social media, online è favorita l’aggregazione di soggetti che la pensano allo stesso modo piuttosto che il confronto tra punti di vista diversi — «the aggregation of people around common interests, worldviews, and narratives», «l’aggregazione di individui intorno a interessi comuni, visioni del mondo, e narrazioni.»

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‘Comfort zone’ è una delle numerose espressioni della lingua inglese entrate nell’uso più o meno comune dell’italiano contemporaneo. Con un valore chiaramente metaforico, indica lo spazio psicologico in cui un essere umano è completamente a suo agio, indisturbato, comodo in mezzo a convinzioni, abitudini, schemi di ragionamento che sostanzialmente non chiedono sforzi o rischi di alcun tipo.

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logo Giubileo misericordiaPotrebbe essere intesa come una ripetizione, una sovrabbondanza la definizione del giubileo straordinario di papa Francesco: della misericordia. Lo potrebbe essere perché giubileo indica già un tempo di indulgenza e quindi di misericordia. Giubileo della misericordia sarebbe come dire anno di misericordia della misericordia — la misericordia di Dio. Lo potrebbe essere se non fosse che la volontà del papa è proprio di puntare tutto sulla misericordia, annunciarla, esaltarla e chiederla con forza e insistenza alla Chiesa. La misericordia di Dio che deve essere anche il tratto distintivo della Chiesa e dei cristiani. Tornano le parole del Vangelo di Giovanni: «Da questo tutti sapranno che siete miei discepoli, se avrete amore gli uni per gli altri» (13, 35). Per papa Francesco la forma di quel amore è la misericordia. Quindi, senza alcuna esitazione o perplessità ha indetto e aperto il giubileo della misericordia.

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stavolta sembra guerra
ma lo era anche la volta scorsa
e l’altra ancora
guerra culturale
dove cultura è contesto
pretesto
certezza
o illusione
contrapposizione

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