‘A morte ‘o ssaje ched’è?… è una livella.

‘Nu rre, ‘nu maggistrato, ‘nu grand’ommo
trasenno stu canciello ha fatt’ ‘o punto
c’ha perzo tutto, ‘a vita e pure ‘o nomme

A cinquant’anni dalla sua morte, Totò sembra abbia smentito se stesso, ovvero l’Antonio De Curtis autore dei versi appena citati. Con lui la morte non è stata una livella, ma un amplificatore di notorietà e quindi di specificità. Il 15 aprile 1967 è calato il sipario sulla sua vita, ma ciò non ha determinato affatto la perdita di tutto, di certo non la perdita del nome Totò, che ancora, dopo cinquant’anni, risuona nei tanti echi della sua arte propagatisi fino a oggi.

Continua »

logo convegno ecclesiale FI2015Il tema non è dei più facili — e così ho scoraggiato i lettori approdati su questa pagina. Non è dei più facili, ma non per questo deve far scappare. Anzi. Si tratta di umanesimo, inteso però non come la cultura del XV secolo presupposto del Rinascimento, ma in senso contemporaneo di pensiero positivo sulla natura dell’uomo, sull’uomo stesso. L’uomo al centro, per valore e dignità, condizione affermata o negata e in che modo; i caratteri del valore e della dignità; la libertà o la schiavitù e così via, solo per chiarire il termine e accennare ai possibili sviluppi del tema.

Dal 9 al 13 novembre si è tenuto a Firenze il V Convegno nazionale della Chiesa italiana, dal titolo In Gesù Cristo il nuovo umanesimo. È il quinto appuntamento che la Chiesa italiana si è data intorno all’eredità del Concilio Vaticano II. Una tappa di riflessione più o meno decennale in cui osservare il presente e scegliere il percorso più adatto per continuare a camminare. Al convegno è intervenuto papa Francesco. Il discorso che ha pronunciato è una sintesi del concetto di umanesimo cristiano, ma in definitiva esprime l’umanesimo del papa. Continua »


Ci sono termini che caratterizzano periodi della storia. Termine inteso nella doppia accezione di parola e di limite, perché esprime entrambi i significati, magnificamente. Ricordando che le parole sono i primi strumenti a disposizione degli uomini per delimitare. Vuol dire che le parole caratterizzanti un tempo ne dicono anche i limiti della discussione, della consapevolezza, dell’intraprendenza. Parola come limite e limite come frontiera ideale, da difendere o da spostare più avanti.

Tra le parole di questi anni e proprio delle ultime settimane ci sono verità e libertà. Arrivano da lontano, in effetti ci sono sempre, ma in certi periodi tornano in modo più incisivo e determinante. A loro volta ne richiamano altre: religione, laicità, conflitto. Il senso attribuito a ciascuna di esse fissa i limiti del dibattito culturale, ma anche le frontiere sulle quali si combatte non solo con le armi della dialettica.

Continua »

 

Non provavo nessuna soddisfazione nel ritrovarmi in mezzo ai miei simili.

François

 

François è un professore universitario di Parigi, studioso ed esperto dello scrittore Joris-Karl Huysmans (1848-1907), parigino anch’egli, ma di un altro secolo. François è il protagonista, la voce narrante e la coscienza in cammino di Sottomissione, il romanzo di Michel Houellebecq, uscito in Francia il 7 gennaio scorso e in Italia il 15. Esattamente in cammino, coscienza in cammino, En route, come il titolo del romanzo di Huysmans del 1895. Perché Huysmans è il riferimento esistenziale di François, non solo l’autore oggetto degli studi di una vita, sebbene ancora giovane.

Continua »

STOMP (ticketmaster.co.uk)Qualche settimana fa discutevo con un mio amico chitarrista del contemporaneo in musica. Lui sta lavorando ad alcune composizioni per chitarra, in cui vuole esprimere la sua idea di contemporaneo. Cosa intendiamo per musica contemporanea e quindi cos’è contemporaneo? Dire la ‘sua’ idea presuppone che possano essercene tante, addirittura personali. Il punto d’arrivo, tuttavia, è pur sempre una definizione che sia condivisa. Me ne sono ricordato in questi giorni a Roma, al teatro Brancaccio, immerso nello spettacolo STOMP.

Continua »

«che cosa è l’uomo perché te ne ricordi
il figlio dell’uomo perché te ne curi?»

L’idea che gli uomini hanno di se stessi è una questione che ritorna. Le parole di un salmo (8, 5) pongono una domanda frequente nella storia degli uomini, nei fatti personali come nelle vicende comuni. Le risposte date sono tra gli elementi più determinanti nel caratterizzare una vita o un’epoca. Quella del salmo è una delle tante. Cos’è l’uomo?

«Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli,
di gloria e di onore lo hai coronato.» (8, 6)

Si, una delle tante. Ma anche un paradigma, una sintesi efficace. Continua »

Nel mese trascorso dalla rinuncia di Benedetto XVI al pontificato, annunciata in concistoro l’11 febbraio scorso, la discussione che ne è mossa si è occupata soprattutto del rapporto tra Chiesa e modernità. Continua »

Karl Marx (Wikipedia)Colpiscono le parole di Jean-Claude Juncker, dette ieri al Parlamento europeo nel corso del suo ultimo intervento da presidente dell’eurogruppo: la disoccupazione è «l’enorme tragedia» della società europea, che l’Europa sta sottovalutando. Praticamente un bilancio e una indicazione di rotta, al termine del mandato di presidente dei ministri delle finanze dei paesi euro. Un punto di vista autorevole. «Abbiamo toccato dei livelli che non possiamo permetterci» è stata la denuncia di Juncker, che ha citato Karl Marx e invocato il salario minimo garantito e politiche attive del lavoro per affrontare la questione e rendere la società europea più equa. «Se non lo facciamo perderemmo credibilità e approvazione della classe operaia».1 Continua »