si costerna, s’indigna, s’impegna

poi getta la spugna con gran dignità

Fabrizio De Andrè

 

Nelle reazioni agli ennesimi attentati dell’ISIS in Europa c’è una dignità presunta. C’è l’idea che la dignità dell’uomo europeo stia nella propria tolleranza assoluta. L’uomo rinascimentale, microcosmo, sintesi del creato, capace di elevarsi fino alle virtù angeliche, oggi è diventato l’uomo tollerante, laico e prosaico, più laico e prosaico del suo antenato. Ma forse anche incapace di difendere la propria dignità, presunta o reale, se non affermandola con un tracimare di buoni sentimenti, le bandiere a mezz’asta, le scritte colorate sui marciapiedi, i fiori, i presidi fieramente silenziosi e numerosi.

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stavolta sembra guerra
ma lo era anche la volta scorsa
e l’altra ancora
guerra culturale
dove cultura è contesto
pretesto
certezza
o illusione
contrapposizione

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La notizia è che il canale tv di informazione RaiNews24 e il sito internet rainews.it non trasmetteranno più i video dell’ISIS. Lo ha annunciato il direttore Monica Maggioni, dicendo che la decisione è stata presa per evitare di fare pubblicità allo stato islamico; quindi di fare da ripetitore di quella propaganda, di fare il gioco dei terroristi.

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Tu me defendas gladio, ego te defendam calamo.

Guglielmo di Ockham

 

L’attentato di Parigi contro la redazione del foglio satirico «Charlie Hebdo», in cui sono state uccise dodici persone, ha provocato una vasta reazione internazionale che ha subito trovato nel «Je suis Charlie» la propria icona.

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L’annuncio del presidente Obama alla vigilia dell’11 settembre, di «una vasta coalizione per respingere la minaccia terrorista» dello stato islamico,1 mi ha fatto pensare alla Lega santa che nel 1571 distrusse a Lepanto la flotta ottomana. Dopo quasi cinque secoli, lo scontro cruento tra Occidente cristiano e Oriente islamico è ancora attualità. Ciò dice che l’oggetto del contendere non è un’inezia. Continua »

Torino, Manifestazione NO TAV del 28 gennaio 2012 (lastampa.it)«Questo intervento investigativo-giudiziario non è contro la Val di Susa, non è contro il movimento, non è contro nessuna forma di dissenso, non è contro questa o quell’altra mobilitazione che si mantenga nel perimetro del rispetto della legge».
Sono le parole del procuratore capo di Torino Gian Carlo Caselli, a conclusione di una ‘festosa’ mattinata di arresti in tutta Italia, contro soggetti che sono «da tempo impegnati in azioni di protesta contro le istituzioni».1

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